Veglia della Notte di Pasqua

“Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello”, così recita la sequenza del giorno di Pasqua. “Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa”. Un prodigioso duello, molto reale, drammatico, risolutivo. Chi cerca soluzioni facili, senza coinvolgimento, rassicuranti, virtuali o solo morali, senza la vita vera, resta deluso. Gesù ci porta nella vita concreta e lo fa perché ci ama e vuole una vita piena. Combatte il male che spegne la vita, iniziando a renderla vana, insignificante. Gesù ci chiede di amare e ci ama perché non chiede quello che non vive. Non ci lascia soli: seguiamo Lui che è la verità, insieme a Lui e con i suoi fratelli.

Gesù per il mondo è uno sconfitto. Gli stessi discepoli si scandalizzano della sua debolezza. Scappano tutti, forse rimproverandogli la delusione. Salvano se stessi, curando i loro traumi e non il prossimo, alla ricerca di sicurezze sufficienti. Gesù parla perché vuole la nostra gioia, la beatitudine, non un benessere individuale, peraltro sempre minacciato e fragile. Gesù non è una verità che fa cercare i nemici fuori di noi, per giudicare e condannare. Gesù ama e chiede di amare, di non avere nemici e di combattere solo un nemico, il male. Gesù ci libera dalla forza che porta a primeggiare, ammonisce chi si vuole far grande e spiega che solo chi si fa servo è davvero grande. Il contrario di quello che dice il mondo e delle seduzioni del male. Se cerchiamo qualcuno che non ci faccia pensare, che ci isoli in una realtà senza problemi, che ci risolva le difficoltà senza il nostro amore, non è Gesù.

Lui ci coinvolge nel suo amore esigente, totale, umanissimo, fino alla fine; chiede di amare amandoci e facendoci vedere come si fa. Gesù aveva sempre detto ai suoi discepoli: dovrò soffrire, essere messo a morte, ma il terzo giorno resusciterò. Quest’ultima parte non viene ricordata. Il buio sembra l’ultima parola quando non ascoltiamo e non mettiamo in pratica la Parola. Il male, infatti, vuole dimostrare che vince lui, che la speranza è solo un’illusione, che l’amore un inganno e amare è inutile. Gesù ama perché il male lo sconfigge solo l’amore, e un amore più grande della paura o del calcolo di amare. Questa notte abbiamo capito: Dio è la vita e la vita è più forte della morte. L’amore è più forte del male, dell’odio, del nostro peccato e delle nostre miserie, delle delusioni.

La luce vince il buio. Per questo i cristiani hanno una forza straordinaria e la Resurrezione ci chiede anche di amare per viverla e comunicarla. L’Eterno sta con noi tutti i giorni, anche quando i giorni sono ordinari o, peggio, difficili, angoscianti come quelli che stiamo vivendo. La croce di Gesù ci ha ricordato tutte le croci. Le sue ferite sono quelle di ogni vittima. Ci misuriamo con un buio insopportabile e fitto, quello che penetra anche nei cuori e li confonde, riempiendoli di paure. La Pasqua è un passaggio che si apre dove tutto sembra finito e chiuso. La Resurrezione ci dice anche che ogni male può essere sconfitto, anche la guerra, madre di tutti i mali e, allo stesso tempo, conseguenza di tanti mali che la preparano. La guerra, una perché è sempre mondiale, ma anche le tante guerre, angosciano tutti: una sofferenza enorme, una forza incontrollabile. Non capiamo dove va il mondo, dove va la stessa nostra vita. Tutti diciamo: deve venire la pace. Giusto, e lo chiediamo con insistenza, ad iniziare dall’appello al cessate il fuoco.

Ma la pace possiamo e dobbiamo farla noi, inizia da noi, disarmandoci dalla violenza nelle parole e nelle mani, dall’inimicizia, dai confronti, dalle rivalse, dal ridurre l’amore a possesso, dal non amore che lascia soli. Il vortice folle e dissennato che fa sprofondare tutti nella voragine che è l’inferno della guerra, è preparato dalle idolatrie dei nazionalismi, dalle ideologie che coltivano odio, giudicano invece di rispettare e conoscere, dall’esibizione penosa della propria forza considerata come il criterio di giudizio, con la presunzione che sia la giustizia. In un mondo così, pieno di scandalosa povertà, dove si muore di fame, di freddo mentre si cerca il futuro, che ha paura della vita e la spreca, che scarta i deboli e non sa amare la debolezza, abbiamo acceso questa notte la luce dell’amore più forte della morte, rinnovando il nostro battesimo e accompagnando questi nostri fratelli e sorelle che oggi diventano cristiani. D’ora in poi saremo sostenuti da Lui che ricongiunge la terra al cielo e l’uomo al suo Creatore!

Tutti abbiamo acceso la luce dal cero pasquale. Se teniamo spenta la nostra candela, certo, la conserviamo, l’avremo integra ma anche inutile. Solo consumandosi darà luce. Consumiamo la nostra vita volendo bene, con un cuore luminoso che comunica luce. La vita eterna inizia qui, nei nostri cuori. L’amore non è mai inutile: inutile è solo salvare se stessi! Il Vangelo parla di due donne, senza nessuna forza se non l’amore. Non smettono di amare e cercare l’amato. Esse cambiano il mondo perché amano Gesù, lo cercano e lo vedono. «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto.

Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”». Lo aveva detto. Ecco perché ascoltare la Parola e viverla! Corrono. La Parola diventa missione. Riscopriamo in questa Pasqua la gioia di essere cristiani in un mondo che si abitua all’individualismo, all’ingiustizia, alla guerra. Un cristiano non potrà mai accettare questo. Diceva Bonhoeffer: «Venire a capo del morire non significa venire a capo della morte. Il superamento del morire rimane nell’ambito delle possibilità umane. Il superamento della morte significa resurrezione. E questa ce la dona solo Gesù». Vivere partendo dalla Resurrezione: questo significa Pasqua. Non abbiamo capito tutto ma abbiamo visto la luce del suo amore e vogliamo custodirla nel nostro cuore, portarla al mondo, perché una persona luminosa sarà disprezzata dal mondo dei forti ma comunica speranza e nel buio sarà cercata da tutti. Lì inizia la pace. Solo questa Luce – Gesù Cristo – è luce che non delude. È Pasqua. È la pace! Il bene è più forte del male. L’amore è più forte dell’odio. La verità è più forte della menzogna. Proveremo ancora dolore, ma sappiamo che l’amore è più forte e scegliamo la vera forza che sconfigge quella distruttiva del mondo. E l’ha vinta. Per sempre.

Bologna, Cattedrale
04/04/2026
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