Omelia per la festa dell’Immacolata 2019

Bologna- San Petronio
08-12-2019

L’Avvento, tempo di speranza e di vigilanza, in un mondo segnato così tanto da disillusione amara e agitazioni scontente, ci sveglia dal sonno dell’indifferenza e della rassegnazione. Non è il tempo della pretesa, ma dell’attesa, ha detto Papa Francesco domenica scorsa. Quando la vita è ridotta a soddisfare i propri bisogni, si diventa, invece, pieni di rivendicazioni, prigionieri del consumismo che fa credere che la vita dipenda solo da quello che hai, e così ti dimentichi di Dio che ti viene incontro, è sempre avanti a te e anche di chi ti sta accanto. ‘“Il Signore viene, ma segui piuttosto gli appetiti che ti vengono; il fratello bussa alla tua porta, ma ti dà fastidio perché disturba i tuoi piani – e questo è l’atteggiamento egoistico del consumismo”. E ad un certo punto finisce per causare fastidio chiunque bussa e ti chiede qualcosa! L’attesa, invece, è tempo del povero e dell’innamorato, di chi ha bisogno e di chi ha voglia di vedere l’amato. Avvento è fare spazio all’unico necessario perché possa entrare in noi. L’amore, sempre, anche quello di Dio, è esigente, coinvolgente e solo se rispondiamo all’amore con l’amore possiamo capire che è proprio quello che cerchiamo e di cui abbiamo bisogno! Maria, l’umile donna di Nazareth, è in realtà lontanissima dai nostri stereotipi di successo e di importanza per cui le persone grandi sono quelle che si mettono in mostra, che parlano sopra gli altri, che si accontentano dell’apparenza tanto che dicono una cosa e ne pensano un’altra. Maria si lascia trovare da Dio che la cerca. “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga a me secondo la tua parola”. Non conosce eppure non si lamenta, non mette avanti se stessa, le proprie esperienze, i propri tempi, le infinite giustificazioni e paure. Non mette nessuna condizione e non cerca convenienze personali, come solo l’amore può permettere. Eccomi, sono la serva del Signore. Il Signore non si usa, si serve. Amare significa anche affrontare la sofferenza, il rischio, come quello di un figlio, ma se ami lo fai volentieri e questo ti cambia e ti rende davvero forte. «Se ami, verrai ferito e forse ucciso. Ma se non ami sei già morto», diceva qualcuno. In realtà il primo che prende rischi è Dio che si affida Lui all’uomo. Lui si espone amandoci per primo e lui si farà servo nostro per mostrarci cos’é l’amore di Dio. E’ la logica dell’amore vero. Solo se siamo servi permettiamo la misericordia di un Dio che accetta di nascere nel mondo. Maria è piena di Grazia, si lasci amare interamente da Dio e questo le basta. Non scappa, non si giustifica: risponde all’amore con l’amore. 

Ma cosa c’è di immacolato nel nostro mondo, dove tutto sembra segnato da tanta volgarità, dal proprio interesse, dove tre italiani su quattro non fidano degli altri? Ogni uomo è segnato dal male. Lo sappiamo nella nostra vita, lo vediamo intorno a noi. E’ il racconto della Genesi. Gli uomini erano liberi, sono fatti per questo, vivevano la pienezza dell’amore, senza divisione, malizia, in piena intesa tra loro e tra loro e Dio. Ma entra la divisione e gli uomini la assecondano. Dio aveva chiesto loro di non mangiare i frutti di quell’albero. Ma l’uomo non è uno schiavo, un automa: può scegliere di accogliere il consiglio o pensarlo come un’esclusione, così come la diffidenza gli fa sospettare. Essi scoprono la forza del male nascosta nel loro cuore. Siamo fatti per essere amati pienamente, senza diaframmi, eppure facciamo fatica a crederlo e viverlo; arriviamo ad odiare, a farci la guerra, a vivere paralleli senza saperci chiedere scusa e dirci ‘ti amo’, ci dividiamo così facilmente o restiamo paralleli! Cerchiamo considerazione, cioè di qualcuno che ci voglia bene, eppure restiamo formali o estranei, quando non finiamo per essere predatori dei sentimenti e del corpo altrui. L’amore per noi stessi ci rende così insensibili al dolore dell’altro tanto da non fare qualcosa di fronte ad un anziano solo, da rassegnarci subito, da dire non vale la pena, o da abituarci a vedere un bambino che muore di fame e o di malattia o che piange in mezzo all’enormità del mare. 

Maria è la nostra Madre immacolata – non umiliamola mai e non offendiamola ma aiutiamola sempre – e ci restituisce una sguardo di amore. Noi siamo peccatori. Diventiamo anche noi, come Maria, servi del Signore, per non restare servi di noi stessi o di qualche algoritmo che ci indirizza verso persone che la pensano come noi e finiscono per farci credere vero quello che non é. Servi per essere liberi di amare. C’è bisogno di tanti cuori puri, senza macchia non perché perfetti ma perché amati, perdonati dalla misericordia che restituisce l’innocenza all’uomo, liberi dal calcolo, dall’ambiguità, dal possesso, dal rozzo trattare male o dalla impietosa freddezza, dalla prepotenza, dall’irrisione dell’altro. Possiamo avere un cuore puro esercitandoci nel dire avvenga di me secondo la tua Parola, faccio tutto quello che lui mi dirà, perché a questo siamo stati chiamati, ad essere santi e immacolati. Un cuore puro è un cuore semplice, perché non accetta la complicazione dell’orgoglio, con i suoi risentimenti, rancori, dispiaceri, silenzi. Un cuore puro si lascia riempire di amore senza calcolo e non si lascia ingannare dal male, cercando quello che c’è di bello nell’altro, scoprendo che è un dono. Un cuore semplice come le colombe e per questo, solo per questo, astuto come serpenti, che non fa preferenze, che non ha paura del contagio del male perché forte di Dio e perché il male lo combatte dentro di sé, liberandosi da quello che rovina l’anima e che viene dall’interno, delle nostre intenzioni cattive. Quando amiamo Dio e il prossimo come ci è chiesto il cuore è puro e vede Dio, contempla il suo avvento tra gli uomini. Manteniamo il nostro cuore pulito da tutto ciò che sporca l’amore, soprattutto dall’amore per noi stessi che rende la convenienza personale l’unica regola. Ecco cosa ci offre questa Madre Immacolata. Noi, a differenza di Maria, siamo segnati dal peccato. Maria  ci aiuta a credere nella limpidezza dell’amore, a cercare di essere puri di cuore, per vedere anche noi Dio che non resta lontano, che non si vergogna di entrare nella stalla del nostro cuore. 

Vieni presto, Signore, di amore eterno, che vinci il male e apri la via del cielo. Insegnaci come Maria a diventare uomini e donne del paradiso, accogliendo Te nella nostra vita ed a credere alla forza del tuo amore. 

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