Solennità dell’Immacolata

Bologna, San Petronio
08-12-2020

“Dove sei?”, domanda Dio ad Adamo. E’ una domanda che continua a rivolgere a ciascuno di noi. Ci cerca come un pastore buono che non si abitua a fare a meno della sua pecora che è andata via anche se ne ha altre 99; come un padre che ci corre incontro appena ci vede da lontano.

Non è un giudice che cerca l’imputato o un creditore che vuole indietro il suo! Dio ama e cerca l’amato e manda Gesù per trovarci, per aiutarci a sentire la sua vicinanza di Padre e perché non ci nascondiamo più dal suo amore. Vedendo Lui capiamo anche dove siamo. Ci cerca con dolcezza, umile e mite, tanto che sta alla porta, bussa e aspetta che noi gli apriamo. I malati e i peccatori vanno da Lui perché attratti dalla sua misericordia della quale hanno disperato bisogno e nella quale ritrovano la gioia di essere figli e sentono la forza del padre.

I giusti, invece, sospettano di Lui e non si fanno raggiungere dal suo amore, hanno paura della misericordia. Gesù è il redentore, la grazia che apre la prigione del peccato e il suo Natale è il sempre nuovo inizio di questa volontà di Dio di cercarci. Non smettiamo di contemplare il Natale e Maria ci aiuta a comprenderlo, confusi e increduli come siamo. Davanti a tanta indifferenza, a uomini che si fanno del male e non scelgono di fare il bene che potrebbero davvero la domanda vera è “dove sei” uomo, dove è finito l’amore che hai dentro? 

La risposta di Adamo è il frutto amaro del male che semina la divisione tanto che scappiamo dall’amore di cui in realtà abbiamo bisogno. Il peccato è l’egoismo, l’amore per se stessi senza l’amore per Dio e per il prossimo. L’egoismo ci rende quello che non siamo e ci fa credere che siamo noi stessi da soli, senza l’Altro e senza gli altri, anzi usandoli, possedendoli, parlandoci ma senza amore. Nel Natale Gesù che viene a cercarci, povero, come noi.

Ci fa sentire quanto siamo amati e ci ricorda che non siamo schiavi o bruti (si ridiventa molto facilmente bruti se non si cura la mente, il cuore, l’anima!)  ma figli adottivi. Siamo suoi non per eredità, ma per amore, perché desiderati proprio noi, così come siamo. E’ un padre, non un padrone! E’ un padre, non un consumatore! 

Facciamo nostre le parole di lode dell’apostolo Paolo: “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità”.

Lodiamo qualcuno per quello che è, per come è, non solo per quello che ci dona. Lodiamo con gioia Dio solo perché è questo Dio di amore gratuito. Siamo “scelti per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” “fin dalla creazione del mondo”. Gesù è il nuovo Adamo, l’uomo da cui nascono uomini liberi, perché capaci di amare. Maria è la nuova Eva che li genera nel mondo. Cristo entra nella nostra casa comune, nasce nel mondo e condivide la pandemia della morte. Sale sulla fragile imbarcazione della nostra vita e ne affronta le tempeste.

Maria è l’Arca di questa alleanza. Cristo è l’uomo, finalmente restituito a se stesso perché libero dal peccato, che non ha più paura della sua fragilità ma ha timore di non farsi amare da Dio. E’ l’uomo che sa dov’è, che ritrova se stesso, rientra nel proprio io e si lascia abbracciare da un padre che desidera solo rivestirlo del suo amore e riavere il figlio. 

Ecco allora il senso della festa di oggi. La madre di Gesù non poteva essere segnata lei dal male e per “singolare privilegio ne è protetta”. “Tu hai preservato la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, perché, piena di grazia, diventasse degna Madre del tuo Figlio. In lei hai segnato l’inizio della Chiesa, sposa di Cristo senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza”.

Maria è grande perché umile. Maria è Tutta Santa, Tutta Bella, bellezza di Dio, pienamente amata e che si lascia amare da Dio. E’ lei la nostra madre e a lei possiamo rassomigliare. Maria è beata perché pensa tutta se stessa nel cuore di Dio. “Beati sono coloro che ascoltano e mettono in pratica la parola”.

Ecco perché l’apostolo dice che siamo scelti per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità. Beati siamo noi, che non siamo santi e immacolati, perché Gesù restituisce l’innocenza perduta e fa rinascere dall’alto l’uomo inesorabilmente vecchio. Non siamo beati se ci sentiamo giusti da soli, elenchiamo i nostri presunti meriti come i farisei che si credevano puri perché non vedevano la loro trave sia perché accecati dall’egoismo sia perché davanti al peccato troppo grande evitavano di affrontarlo. I farisei, di allora e di oggi, pensano che il male venga da fuori e non dal cuore; si pensano puri ma e sporcano gli altri vedendo in loro solo il peccato; non li sanno amare per come sono. 

Maria è la nostra madre da amare e da prendere con noi. La sua bellezza ci invita a sentirci suoi, a cambiare, ad essere santi come lei e a scoprire che lo siamo. Amiamo questa madre, mia e nostra. Non offendiamola trattandola da matrigna o da estranea. Seguiamola nella sua scelta di credere nell’adempimento della Parola, cioè che il Vangelo di amore non è una vaga promessa, una ingenuità, un narcotico o un sogno irrealizzabile.

Maria Immacolata ci aiuta ad avere speranza: il male non vince! Il bello c’è nel nostro cuore, amati come siamo da Dio! La pandemia ci rende pessimisti e ci fa vedere solo il brutto, ci convince che non vale la pena essere generosi e gratuiti, che tutto è interesse e si può solo pensare a salvarsi e salvarsi da soli. Non siamo soli nella pandemia del male, che disperde la vita e ci fa sentire un oggetto sballottato nel caso. 

Lei che ha dato alla luce il Figlio di Dio e ha condiviso tutta la propria esistenza con Lui oggi ci dice: questo è anche il tuo destino, il vostro, il destino di tutti. Siete santi come il nostro Padre, immacolati come il nostro Fratello Gesù Cristo, figli amati, tutti adottati per formare la sua famiglia, senza confini di nazionalità, di colore, di lingua, perché uno solo è Dio, Padre di ogni uomo e noi siamo suoi figli. 

Grazie, o Madre Immacolata, di essere sempre con noi! Veglia sulla Città degli uomini e rendila una comunità. Conforta i malati, incoraggia i giovani, sostieni le famiglie. Infondi la forza per rigettare il male, in ogni sua forma, e di scegliere il bene, anche quando appare debolezza o che possa essere male interpretato. Donaci la gioia di sentirci amati da Dio, benedetti da Lui, predestinati ad essere suoi figli. 

Vergine Immacolata, dolcissima Madre nostra, prega per noi!

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