Nuovo anno scolastico, gli auguri dell’Arcivescovo

Zuppi: «Rendiamo la scuola piena di significato con la nostra attenzione, con l’incontrarsi e facendone un luogo di ascolto»

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Le parole dell’Arcivescovo al mondo della scuola.

«Buon inizio di scuola. Anche se a volte qualcuno può pensare il contrario, la scuola è davvero buona. Rendiamola piena di significato con la nostra attenzione, con l’incontrarsi e facendone un luogo di ascolto». È un passaggio del videomessaggio di auguri che l’Arcivescovo, in vista dell’inizio del nuovo Anno scolastico il 15 settembre in Emilia-Romagna, rivolge a studenti, insegnanti, dirigenti, personale e a tutti coloro che ne fanno parte. Il video, proposto dall’Ufficio diocesano per la Pastorale Scolastica, è stato realizzato dall’Ufficio diocesano Sviluppo e Sostenibilità nell’ambito della Newsletter «I pensieri di don Matteo». «Siamo in un momento non facile – prosegue l’Arcivescovo – e il mondo sembra così complicato, il futuro incerto. Per alcuni il futuro è addirittura impossibile, per cui “mi tengo stretto quello che ho e cerco di prendere subito ciò che posso mettere da parte”. La scuola, invece, prepara il futuro di ognuno di noi in relazione a quello degli altri».

L’invito dell’Arcivescovo è quello di cercare relazioni in cui crescere, dove vi sono anche confronti aperti, senza violenza nelle parole, senza durezza nei giudizi: «esse possono aiutare tutti quanti a essere migliori, a parlare non necessariamente per essere contro qualcuno o per fare le classifiche, ma per capire che siamo diversi e che la diversità di tutti aiuta quella di ciascuno». Una scuola è buona quando aiuta a prepararci e a preparare il futuro. «Un ultimo consiglio – afferma il cardinale Zuppi -contro tutte le violenze. Nel mondo ce ne sono tante ed è tornata di moda la forza. È tornato di moda il parlare sopra gli altri, è tornato di moda il fare e decidere da soli perché gli altri diventano un pericolo ed è così poco di moda invece imparare a conoscere gli altri e a vivere insieme. Lo facciamo “in piccolo”, in classe, dentro la scuola: chi non ci aveva mai parlato forse ha tante cose da dire e chi parla sempre, invece, impara a capire e ascoltare di più gli altri. Questo bisogna farlo “in grande” ma affinché questo avvenga dobbiamo mettere via la violenza “nel piccolo”» .

E’ la paura che rende violenti e quindi occorre lottare contro la paura e contro quelle parole che fanno male, che molte volte feriscono, e le ferite diventano difficili da guarire. «Ci sono giudizi che comunque non cancelli – ha concluso -. Magari togli l’amicizia ma il rancore, l’odio, quel livido, resta dentro e si incattivisce. Per questo una buona scuola è anche quella in cui combattiamo la violenza con l’incontro continuo, con il dialogo perseverante, con l’attenzione sincera all’altro. Gesù, colui che è meno violento di tutti, ci insegna non solo a non essere violenti, ma ad amare gli altri, anche i nemici. Perché l’altro in realtà non è un nemico, è un fratello che non mi riconosce e se anche io non lo riconosco è la fine della fraternità. E dell’umanità. Invece siamo umani, fatti per vivere insieme. Buona scuola!». 

«Facciamo nostro l’invito dell’Arcivescovo – afferma Silvia Cocchi, Incaricata diocesana dell’Ufficio di Pastorale Scolastica – affinchè la scuola sia un luogo nel quale si pratica e diffonde la non-violenza in ogni sua forma, facendoci prossimi a chi ci sta accanto in modo da vincere quelle paure dalle quali nasce l’ostilità. Ciò che avviene a scuola è importante, perché è destinato a portare conseguenze anche nel mondo “dei grandi” e a porre le premesse per cambiarlo».

Qui il testo completo dell’Arcivescovo dal videomessaggio di auguri per il nuovo Anno scolastico.

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