Da lunedì 15 a mercoledì 17 giugno

I vescovi cattolici al G7

Al centro delle richieste episcopali la richiesta di mettere al centro di tutto la dignità umana

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Nell’ambito del Vertice del G7, i presidenti delle Conferenze Episcopali dei Paesi membri, insieme al presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, hanno rivolto un appello comune ai Capi di Stato e di Governo.
Al centro del documento c’è la richiesta di rimettere la dignità della persona umana al fondamento delle scelte politiche ed economiche. I vescovi chiedono un rinnovato impegno per il multilateralismo, il rispetto del diritto internazionale e la ricerca della pace attraverso il dialogo e la negoziazione.
Vengono richiamati in particolare i conflitti che insanguinano l’Ucraina, la Terra Santa, il Sudan, il Sud Sudan, la Repubblica Democratica del Congo e il Sahel. L’appello esprime inoltre preoccupazione per la riduzione degli aiuti pubblici allo sviluppo in diversi Paesi del G7. Secondo i presuli, la lotta alla povertà, la sicurezza alimentare, l’accesso all’istruzione e alle cure sanitarie devono restare priorità della comunità internazionale.
Ampio spazio è dedicato anche all’intelligenza artificiale. I vescovi chiedono regole condivise a livello globale affinché le nuove tecnologie siano realmente al servizio della persona e del bene comune. Riprendendo il magistero di papa Leone XIV, invitano a una governance etica dell’IA, capace di prevenire derive militari, monopolistiche e disumanizzanti. Infine, l’appello richiama la responsabilità dei Paesi più industrializzati nella tutela del creato e nella lotta al cambiamento climatico.
Un’attenzione particolare è riservata ai migranti e ai rifugiati, che – scrivono i vescovi – non possono essere considerati una minaccia, ma fratelli e sorelle da accogliere con dignità. Un messaggio che chiede ai leader del G7 di coniugare sviluppo, pace, giustizia e solidarietà, guardando al bene comune mondiale e alle future generazioni.
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