Presso la Chiesa di Gesso (Zola Predosa)

Il Cardinale in visita agli ortodossi del vescovo Ambrozie

La festa di San Luca di Crimea: "La santità unisce"

Il Cardinale Matteo Zuppi ha visitato sabato mattina la Chiesa di Santa Maria di Gesso (in comune di Zola Predosa) dove ha sede il Vescovo Vicario per i Moldavi ortodossi in Italia.

L’occasione era la festa di San Luca di Crimea, speciale patrono del monastero, che il Vescovo Ambrozie ha costituito presso la Chiesa.

Il Cardinale è stato cordialmente accolto da Vladika Ambrozie che aveva concluso la solenne concelebrazione della Divina Liturgia con numerosi sacerdoti, parroci delle comunità moldave in Italia.

L’Arcivescovo ha espresso la gioia di poter toccare con mano la fraternità dei preti e delle comunità ortodosse e per potere esprimere l’amicizia fraterna della comunità cattolica, in un momento pieno di preoccupazioni, di domande e di incertezza, che ci fa avvertire in modo ancora più intenso il bisogno di una comunione profonda con Dio e tra di noi.

Il Cardinale si è riferito anche alla figura di San Luca di Crimea, canonizzato nel 1995 dalla chiesa ortodossa, ricordando che la santità è indivisa: “gli uomini qualche volta si dividono tra di loro, ma la santità è indivisa, perché viene da Dio ed è per tutti”.

“San Luca è un esempio di santità per tutti, ha detto ancora il cardinale, l’esempio di un credente che ha affrontato le difficoltà amando, vivendo il vangelo, in situazioni spesso difficili, seminando il Vangelo nel servizio agli altri. È una figura che vi unisce e ci unisce”.

I bambini della scuola domenicale della comunità di Gesso hanno voluto offrire ai due vescovi un piccolo concerto di canti tradizionali.

Poi il Cardinale ha visitato alcuni stand allestiti dalle comunità moldavi con oggetti di artigianato, per poi concludere la mattinata con un accogliente pranzo fraterno.

Il patrono del monastero ortodosso di Gesso San Luca (1877-1961) fu medico chirurgo, ricercatore e docente. Sposo e padre di quattro figli, dovette subire molte vessazioni a causa della sua fede da parte dei bolscevichi. Rimasto vedovo, gli fu proposta l’ordinazione sacerdotale che accolse nel 1921, e pochi mesi dopo venne eletto all’episcopato.

Durante un lungo periodo durissimo di carcerazioni e di esilio in Siberia per la fede, approfondì i suoi studi scientifici, facendo sempre il possibile per curare i malati. Dopo la guerra fu nominato arcivescovo di Simferopoli in Crimea, dove unì il servizio del gregge di Cristo con la cura gratuita ai malati, impegnando tutte le sue energie nel servizio di Dio e dei fratelli.

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