24 aprile 2020

Il messaggio del cardinale Zuppi per il Ramadan

L'arcivescovo: «Questa emergenza può stringere tra noi più forti legami di solidarietà»

BOLOGNA – Riportiamo il testo del cardinale Matteo Zuppi per l’inizio del Ramadan che ha inviato alla Comunità islamica.

Fratelli e sorelle credenti dell’Islam, 

salam alaykum, pace a voi. Anche quest’anno desidero raggiungervi con il mio saluto all’inizio del vostro mese del digiuno, il mese di Ramadan. So che è un tempo molto forte per voi qui a Bologna, così come lo è per le musulmane e i musulmani di tutto il mondo. Dalla sveglia prima dell’alba al tempo dopo il tramonto, la vostra vita è ritmata dall’osservanza di questo precetto, e in questa fedeltà io riconosco un buon esempio per tutti. Dio vi ricompensi, lo dico anche in arabo: Jazàkum Allah khayran.

Quest’anno sarà però un Ramadan speciale, a causa dell’emergenza sanitaria che tutti coinvolge. Non potrete rompere il digiuno con quelle cene festose che radunano amici e parenti. Non potrete recarvi nelle sale di preghiera per il rito delle invocazioni della sera, al quale siete tanto affezionati. Questo può essere motivo di tristezza, ma vi incoraggio ad accogliere con cuore sottomesso e paziente le limitazioni che ci vengono indicate dai responsabili della cosa pubblica. Anche noi cristiani abbiamo celebrato una Pasqua molto particolare, senza le usuali processioni, senza le grandi celebrazioni in chiesa, senza il pranzo comune e la tradizionale gita fuori porta del Lunedì di Pasqua.

Il fatto di sottostare tutti insieme agli effetti di questa emergenza può stringere tra noi più forti legami di solidarietà, una parola che in arabo si dice tadàmun e che mi piace, perché significa includersi e proteggersi a vicenda, come quando ci si dà la mano: io stringo la tua e tu stringi la mia. Questa amicizia tra cristiani e musulmani si deve poi estendere alle donne e agli uomini di tutto il mondo, di ogni religione, e anche ai non credenti. La sofferenza che sperimentiamo insieme ci porti davvero ad allargare i confini della nostra solidarietà, anche solo con quei piccoli gesti che tanto significano davanti a Dio, ad esempio “togliere un inciampo dalla strada”, come si legge nelle vostre tradizioni, o “offrire un bicchiere d’acqua fresca”, come si legge nel Vangelo. Ne abbiamo tanto bisogno per combattere assieme il male, ogni virus che offende la vita dono di Dio. 

Buon Ramadan, carissimi. Il Signore Dio Onnipotente benedica voi e le vostre famiglie, i vostri cari lontani, vi dia salute, pace, lavoro, gioia del cuore. Tadàmun.

Card. Matteo Maria Zuppi

Facebooktwittermail