Sarà ricordata il primo dicembre

La beata Maria Rosa di Gesù diventa bolognese

Il Papa ne ha concesso la memoria nel calendario diocesano

Mentre si avvicina il 50mo anniversario dalla morte, il Santo Padre Francesco ha concesso alla diocesi di Bologna di inserire nel calendario dei suoi santi, al primo dicembre, la memoria della beata Maria Rosa di Gesù Pellesi.

La Chiesa di Bologna riscopre così la memoria di una beata, la cui storia è profondamente legata ad uno dei luoghi più sensibili della nostra città: Maria Rosa infatti, trascorse 24 dei 27 anni della sua malattia ricoverata nell’Ospedale Bellaria. 

Era una religiosa, originaria del modenese, appartenente ad una Congregazione religiosa di origine riminese, le Missionarie Francescane di Cristo, che visse i pochissimi anni del suo servizio attivo in una scuola materna nel ferrarese e che fu beatificata a Rimini nel 2007. 

Gli Ospedali non sono certo luoghi nei quali è facile conservare la memoria e, come capita spesso, i religiosi passano di luogo in luogo senza piantare radici, essendo di tutti, senza essere di nessuno. 

Per questo la concessione del Santo Padre di inserire la sua memoria nel nostro santorale diocesano ci offre la possibilità di riscoprirne la straordinaria testimonianza e di ricorrere alla sua intercessione. 

La lettura agiografica, che è stata approvata per la Liturgia dell’Ufficio delle Letture, proviene da uno scritto autobiografico che la beata compose su richiesta del suo direttore spirituale, il francescano fra Alessio Martinelli, e offre uno spaccato del suo mondo interiore nei lunghi anni della sua degenza al Bellaria.

Soprattutto in alcuni momenti, la beata sperimentò acutissime sofferenze fisiche, ma fu l’infinita durata della sua degenza a costituire la sua prova più grande. 

In quegli anni interminabili, la religiosa accompagnò altri malati nell’accettare la sofferenza, spesso accompagnandoli oltre la guarigione, incoraggiò e sostenne medici e paramedici nelle difficoltà del loro lavoro, affiancò in particolare alcune religiose che vissero periodi di malattia, sostenendole nel loro cammino vocazionale. 

Maria Rosa di Gesù donava a tutti attenzione e premura amorevole, sorrisi di gioia, parole di conforto e una viva testimonianza di speranza in Cristo, trasformando la propria quotidiana esperienza di sofferenza in dono d’amore, con umiltà e nel nascondimento, offrendo se stessa per tutta la Chiesa e per Bologna e per il mondo intero, arrivando fino al culmine di rendere grazie al Signore per i lunghi anni di malattia, vissuti in intima condivisione con le sofferenze di Cristo. 

Qui il testo del decreto della Santa Sede con i testi liturgici approvati.

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