Nella vigilia della Pentecoste, le Zone pastorali della diocesi si sono ritrovate per celebrare insieme la veglia della festa che segna il culmine del tempo pasquale.
Le immagini ci documentano alcuni di questi momenti come quello avvenuto in Valsamoggia dove la veglia si è svolta nella chiesa di San Donato a Ponzano. La celebrazione ha aiutato i presenti a entrare nel clima del cenacolo: Maria e i discepoli raccolti nella preghiera dopo l’Ascensione, nell’attesa dello Spirito promesso da Gesù. Il coro composto da cantori provenienti dalle diverse parrocchie della Zona ha accompagnato con il canto le letture e i momenti di preghiera. Per la Zona pastorale di Minerbio, Baricella e Malalbergo la veglia ha rappresentato il momento conclusivo del percorso vissuto durante l’anno pastorale, caratterizzato dal desiderio di valorizzare le diversità delle singole comunità come ricchezza per tutta la Chiesa.
Al centro della riflessione, l’azione dello Spirito Santo che rende possibile un annuncio del Vangelo vicino alla vita concreta delle persone del nostro tempo. Al termine, dal cero pasquale, un rappresentante di ogni parrocchia ha acceso una candela da riportare nelle rispettive comunità per le celebrazioni domenicali, segno della continuità tra la veglia zonale e la vita ordinaria delle parrocchie. Ad accompagnare la celebrazione sono stati i canti della corale interparrocchiale.
La Zona pastorale di Argelato, Bentivoglio e San Giorgio di Piano si è invece ritrovata a Bentivoglio, dove alla Pentecoste si aggiungeva la festa patronale di Maria Ausiliatrice. La veglia è stata preceduta da un momento particolarmente significativo per la comunità: l’accoglienza della reliquia di Sant’Anna, custodita dal Quattrocento nella Cattedrale di Bologna che rimarrà in visita a Bentivoglio per tutta la settimana. La presenza della madre della Vergine Maria ha offerto ai fedeli uno spunto di meditazione sul tema della santità come frutto dell’opera dello Spirito Santo nella vita concreta delle persone. Attraverso la reliquia di Sant’Anna, la comunità toccato con mano il realismo della fede cristiana, che si incarna nella vita di una famiglia e nelle relazioni che la compongono. Grande attenzione ha dedicato la comunità di Bentivoglio al tema della cura delle persone anziane, nella ricca trama delle relazioni che compongono la comunità pastorale.
Anche il Vicariato del Centro storico ha avuto la sua veglia di Pentecoste: la prima dopo la riorganizzazione di questo speciale territorio della diocesi dove coesistono realtà pastorali molto diversificate. La Pentecoste come l’anti Babele: è questo il tema principale che ha caratterizzato la veglia alla vigilia della solennità di Pentecoste del vicariato di Bologna Centro in cattedrale. La parola unità esprime, forse dopo la parola felicità, un bisogno impellente nel cuore dell’uomo ha ricordato Monsignor Guizzardi, vicario pastorale di Bologna Centro che ha messo a confronto l’unità di Babele con quella che deriva dal dono dello Spirito. Al contrario, invece, l’unità di Pentecoste è secondo lo Spirito è quando si pone, quando si accetta, meglio, al centro Dio, solo quando tutti tendono a questo Uno, si avvicinano e si incontrano fra di loro. E passare da Babele a Pentecoste significa decentrarci da noi stessi e ricentrarci su Dio.
Questa veglia è stata la prima occasione di incontro dopo il ripensamento della struttura del vicariato, non più diviso in zone, ma in 7 unità pastorali nelle quali l’unità in Dio diventa centrale per ipotizzare un cammino insieme. Un cammino che richiederà una nuova e forte relazione tra il vicariato e le 7 unità per poter raggiungere le tante anime che vivono in questa relativamente piccola porzione di territorio diocesano.




