Meditazione al Rosario del 4 aprile

Bologna, Basilica di San Francesco
04-04-2020

Siamo arrivati alle soglie della settimana santa. Come ci presentiamo al Signore? Non assistiamo ad uno spettacolo, ma viviamo con Lui la sua passione che ci coinvolge con il suo amore. E rivela anche cosa abbiamo nel cuore! E Gesù si segue solo con amore.

E’ stata una quaresima davvero speciale. Certamente capiamo di più il motivo per cui Gesù è venuto tra gli uomini. Abbiamo scoperto che tutti stiamo male, chi è colpito e che tutti possiamo esserlo. Ecco perché Gesù è venuto: per sconfiggere il nostro nemico, per farcelo riconoscere, per farci capire qual è la nostra vera forza e aiutarci a non scappare pensando così di non avere paura.

Ci vuole insegnare a pregare rivolgendoci a un Dio che è un padre e la cui volontà è che la nostra vita sia piena. E’ venuto per renderci consapevoli della nostra fede, suscitandola nel nostro cuore come una sorgente di amore e dandoci il potere di compiere le sue opere.

E’ stata una quaresima che ha cambiato molte abitudini e soprattutto il nostro cuore. Qualcuno dice “è cambiato tutto” tanto che molti dicono “che niente sarà come prima”. E questo non è una minaccia, anzi è una grande opportunità, direi una responsabilità: cambiare perché possiamo e dobbiamo combattere il male. Cambiamo il cuore, il mio cuore, interiormente perché solo così cambia anche il mondo intorno.

E quanto c’è da essere uomini di fede, che credono di rendere migliore il mondo, che è un deserto, come appaiono oggi le nostre città e paesi, deserti soprattutto di amore! Cambiamo dentro, non quello che appare. Non serve modificare il profilo! Gesù lo aveva detto: “Convertitevi”. Questo tempo di prova è un tempo di scelta personale, tuo. solo tuo.

“Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio”, ci ha detto venerdì scorso Papa Francesco. “Il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri”.

Abbiamo tanti esempi di scelte importanti, che non sono solo nell’emergenza. “Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera”.

“Medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo”. Sì, perché siamo tutti sulla stessa barca e Gesù è salito con noi. Preghiera e solidarietà.

Aiutiamo chi non ce la sta facendo, chi non ce la farà e anche stiamo vicino a chi non ce l’ha fatta, come trovando le parole giuste, sapide, amiche, di fede per aiutare chi ha perduto la persona cara ed è in angoscia perché non l’ha potuto visitare come desiderato. Saremo noi per loro il ramoscello di ulivo che ricorda la festa per un Signore che non lascia solo nessuno e che entra nella nostra povera vita per renderla eterna perché amata da Lui.  

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