Messa prefestiva della Solennità dell’Assunta al Santurio della Madonna della Rocca a Cento

La festa dell’Assunta ci aiuta a contemplare il cielo e a sentirlo meno distante, così immenso tanto da perdersi. Maria ci aiuta a ringraziare per la nostra fede e a testimoniarla, perché tutti cercano il cielo e solo se trovano il cielo vero sulla terra stanno bene. Bisogna dire sì, come Maria, per incontrare ed amare Gesù Cristo, Figlio di Dio, mistero dell’eterno che entra nel tempo, l’amore che diventa presenza, storia. Il Figlio che ci rende figli. È la nostra gioia. È questo il solo motivo per cui San Francesco spiegava cosa fosse la perfetta letizia: non una resistenza o sopportazione, ma un amore più grande che ci fa sentire “infinitamente amati” anche nel buio più profondo.

Non siamo felici perché non abbiamo problemi, ma quando siamo pieni della forza per affrontarli. Non siamo felici quando pensiamo di star bene possedendo senza donare, consumando senza condividere. Noi cancelliamo il limite della vita, lo ignoriamo come se non esistesse. Fare così, in realtà, ci fa vivere male, perché si è come in un conto alla rovescia verso il nulla, e quindi si cerca tutto nel presente come se non ci fosse domani, anzi, proprio perché non c’è domani. Ma se non doniamo agli altri perdiamo quello che pure è nostro, perché è nostro solo ciò che viviamo con il prossimo.

Questa donna del Vangelo vuole fare un complimento a Gesù e anche a Maria: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Forse qualcuno avrebbe subito iniziato a rivendicare “perché lei sì e io no?” e, quindi, poi iniziavano le classifiche, i sensi di esclusione, le rivalse. Altre si sarebbero depresse, pensando alle proprie insufficienze, incapacità, trovando conferma dei propri limiti che escludono e, quindi, costringono a vivere una condizione che sembra una condanna. Guardate, purtroppo, facciamo così, riempiendoci di immagini, persone, storie che non hanno a che fare con noi, mondane, spesso vuote, che a volte invidiamo e finiscono inevitabilmente per diventare il nostro confronto. Qualche volta anche li copiamo.

Gli influencer si impongono e ci fanno fare, o comperare, quello che vogliono loro e conviene a loro. Gesù ci insegna ad amare e ci fa essere noi stessi! Gesù risponde a quella donna in maniera sorprendente. Se prendessimo sul serio le sue parole la nostra vita cambierebbe. Vivremmo la vita in modo sempre nuovo, perché il Signore non parla una volta, ma cammina con noi, condivide, ci aiuta a superare le inevitabili difficoltà, i dubbi che ritornano, le delusioni, le paure, le contraddizioni, le tentazioni sempre uguali! Maria, non è un’estranea fortunata e irraggiungibile, e noi possiamo essere come lei. «Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la osservano!». È possibile a tutti, anzi, dipende solo da noi. Nessuno può ascoltare al posto tuo e solo tu puoi mettere in pratica. Certo, possiamo farci aiutare! L’Arca di Davide conteneva l’alleanza della legge. Maria ci dona la nuova ed eterna alleanza, la verità che è una presenza, un incontro, una storia di amore. Maria è la prima che ascolta e osserva. Dice di sì a Dio non perché ha tutte le garanzie, ma perché ama e si fida. Gesù fin dall’inizio è suo ma non solo, sarà grande e sarà di tutti. Dio è l’Emmanuele, “Dio con noi”. Maria dice di sì non perché ha capito tutto – starebbe ancora a discutere con l’Angelo! -, ma lei lo capisce vivendo ciò che le accade. In lei contempliamo in pienezza quello che il Signore promette a tutti i suoi discepoli. Tutti noi cerchiamo il vestito d’immortalità, il giorno in cui il pungiglione della morte è sconfitto per sempre.

La nostra vittoria è per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Ricordiamoci che Gesù non si circonda di puri e perfetti, di insolenti che sanno solo parlare male degli altri, che credono di avere la verità e che la verità sia quello che pensano loro! Dio ha scelto, in uno sconosciuto e insignificante villaggio, proprio un’umile donna come la nuova arca dell’alleanza. “Anche noi siamo destinatari di quell’amore immenso che Dio ha riservato – certo, in un maniera assolutamente unica e irripetibile – a Maria”, diceva Papa Benedetto XVI. Siamo in un momento in cui tanti cercano la vittoria nelle cose terrene, quelle che si toccano e, soprattutto, si possiedono. Ciò lo vediamo da come siamo disattenti alle cose spirituali, come se non avessero valore. Maria non è diventata più lontana, anzi, è maggiormente vicina, prossima, accessibile a noi. Vorrei chiedere a tutti: amiamo questa nostra Madre, che è la Chiesa, chi la presiede nella comunione, Papa Leone XIV, voce davvero disarmata che, in un mondo che tanto si riarma e di conseguenza dove si combatte, continua con intelligenza a indicare una vita realistica di pace. Non si tratta solo di fare qualcosa, sia pur importante, ma pensare che questa casa è di tutti ed è per tutti, e così renderla bella, accogliente, piena di risposte concrete alle domande di amore. Non possiamo, infatti, dire va in pace ma dobbiamo pure dare da coprirsi, e se c’è anche solo qualcuno che ha bisogno dobbiamo renderlo nostro figlio, nipote, padre. Nostro è l’unico modo per dire mio! Possiamo lasciare soli tanti anziani? Ma oltre a questo c’è una dimensione spirituale: per fare dobbiamo ascoltare, per osservare dobbiamo capire cosa e, soprattutto, perché. Infatti se ascoltiamo Gesù capiamo il suo amore e ci mettiamo a dargli una mano, a Lui e a sua Madre. Siamo chiamati a pregare insieme, a leggere insieme la Parola che dobbiamo vivere, aiutati dai padri, dai diaconi e dai lettori, e a imparando noi a farlo.

Maria nostra Madre, anche a te la spada della violenza attraversa l’anima. Sei Madre premurosa nelle difficoltà. Insegnaci a rendere la comunità una madre che non lascia solo nessuno ed è vicina a chi ha bisogno. Tu hai amato Gesù e per questo sei stata più forte delle tante croci. Magnificat anima mia il Signore con te. Il cielo stasera è amico e più vicino.

Santuario della Madonna della Rocca - Cento (FE)
14/08/2026
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