Taranto, 21-24 ottobre 2021

Il racconto bolognese della Settimana sociale

All'incontro della Chiesa italiana è stata presentata l'esperienza di «Insieme per il lavoro»

Il racconto della Settimana sociale dei cattolici italiani, tenutasi a Taranto dal 21 al 24 ottobre, da parte di don Paolo Dall’olio, Direttore Ufficio pastorale sociale e del lavoro​​​​​​​, che ha partecipato all’incontro con altri 5 delegati dalla diocesi.

La Chiesa italiana riunita assieme per raccogliere interrogativi, esplorare nuovi pensieri, valorizzare buone pratiche, suggerire proposte concrete di cambiamento per quella cura della Casa comune che papa Francesco chiama ecologia integrale. Questa è stata la Settimana sociale dei cattolici svoltasi a Taranto dal 21 al 24 ottobre. In questa descrizione ci sono già alcune buone notizie non di poco conto.

La prima buona notizia è che la Chiesa italiana si riunisce, in presenza, con le delegazioni di 214 diocesi da ogni angolo del nostro paese, con le associazioni ed i movimenti. Dai 96 vescovi a centinaia di giovani passando per chi in ambito ecclesiale si occupa del lavoro, dei temi sociali, dell’ambiente: una Chiesa variegata per età e ruoli, dinamica, con desiderio di ascoltarsi per potere fare insieme.

Tanti cristiani che decidono di uscire dai propri confini geografici e culturali per pellegrinare nella terra di Taranto, città ferita dall’inquinamento che miete vittime innocenti e mette ingiustamente in contrapposizione lavoro e salute. Cristiani che decidono di uscire da ambiti di interesse ristretto per ascoltare il grido della Terra e degli ultimi, senza paura di entrare nelle cose della pòlis perchè consapevoli della responsabilità per il bene comune e consci che l’esperienza e la visione dei discepoli di Gesù può suggerire a tutti strade di ritrovata fraternità e cura.

La seconda buona notizia è che l’assemblea di Taranto, proprio perchè non si è nascosta la drammaticità della situazione di sfruttamento della Casa comune e dei più deboli, ha voluto riconoscere in ogni territorio, aziende, realtà ecclesiali, amministrazioni pubbliche, associazioni che hanno già cominciato a vivere buone pratiche (https://indicatoriecologiaintegrale.it/). Singolarmente sembrano gocce nell’oceano di una società che continua a fondarsi sullo sfruttamento del pianeta e delle persone per il massimo profitto.

Tutte insieme sono invece il segno che qualcosa di diverso si può fare, che la sostenibilità economica si può sposare con la sostenibilità ambientale e con quella sociale, senza lasciare indietro nessuno, così come ci hanno insegnano la Laudato sì e la Fratelli tutti di papa Francesco. E siamo stati contenti che una delle cinque buone pratiche presentate ufficialmente sia stata «Insieme per il Lavoro», inziativa dell’Arcidiocesi, Comune e Città metropolitana di Bologna per ridare la dignità del lavoro a chi potrebbe essere considerato fuori dal mercato.

La terza buona notizia è che tutto ciò a Taranto è diventato proposta concreta per la società civile (presenti tra gli altri i ministri Giovannini ed Orlando) e per la chiesa italiana stessa. Indicazioni chiare nate dal lavoro delle commissioni del Comitato Scientifico e del gruppo di lavoro dei giovani (https://www.settimanesociali.it/). Da Bologna siamo partiti in cinque per rappresentare la diocesi, l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro, il Tavolo del Creato: don Paolo Dall’Olio e quattro delegati, Sara Mantovani, Matteo Morara, Anna Melega, Marco Romiti. E siamo tornati a casa sentendo la reponsabilità di raccontare alla nostra Chiesa di Bologna che queste tre buone notizie non sono una settoriale attenzione ecologista ma un pezzetto della grande buona notizia del Vangelo secondo il sottotitolo della settimana sociale: #tuttoèconnesso.

Don Paolo Dall’Olio, 

Direttore Ufficio  pastorale sociale e del lavoro​​​​​​​

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