Sempre «vicini» ai ragazzi

La fantasia dei doposcuola

L'accompagnamento anche attraverso le nuove tecnologie

BOLOGNA – Il mondo dei doposcuola delle parrocchie e delle associazioni in questo periodo di emergenza sanitaria ha trovato nuove forma per stare vicino ai suoi ragazzi. Diverse le esperienze raccontate dal settimanale diocesano Bologna 7. 

«In questo periodo di emergenza, non potendoci incontrare di persona con i ragazzi, abbiamo proposto loro di fare lezione in videochiamata tramite “Whatsapp” o “Skype”. Non pensavamo sarebbe stato possibile – raccontano dall’equipe di sostegno scolastico “A scuola col sorriso” di Quarto Inferiore –. Invece non solo abbiamo potuto garantire il nostro supporto ai ragazzini ma, soprattutto, ci è stato possibile non interrompere la relazione con loro».

Si tratta di un punto fondamentale perché, passato l’ovvio entusiasmo per una «vacanza inaspettata», il bambino o l’adolescente rischia di vivere una sensazione di solitudine dettata da una improvvisa restrizione della sua quotidianità oltretutto, nel caso specifico, di per sé isolante.

«E’ il momento di allenare la resilienza, che comprende, in primo luogo l’accettazione del dato di realtà». Si tratta del consiglio, assolutamente intergenerazionale, della psicoterapeuta Rosa Gherardini che è anche volontaria del Gruppo di studio assistito «Don Giovanni Bosco».

«Vivendo nel cosiddetto “villaggio globale”, abbiamo il vantaggio di essere sempre informati su ciò che accade nel mondo, al tempo stesso, proprio per il medesimo motivo subiamo lo svantaggio di avere costantemente informazioni da ogni mezzo di comunicazione. Rischiamo di farci assorbire dal tema virus, attivando ed alzando sempre più il nostro livello di stress e paura; mentre alcuni, al contrario possono negare o sottovalutare il problema. Non è facile, ma, anziché farci prendere dallo sconforto e dall’insofferenza per l’inattività obbligata, possiamo tentare – conclude – di assaporare questo cambio di registro per scegliere come vivere creativamente anche questo nuovo tempo».

Esattamente quello che molte scuole e doposcuola stanno ideando e realizzando proprio in questi giorni come, ad esempio, il «Santa Maria Maddalena» di Porretta Terme. «Noi dell’”Isola di Peter Pan” siamo attivi con la pagina Facebook “Doposcuola Smm” tramite il quale inviamo saluti e solidarietà ai nostri ragazzi, spunti per attività, esperimenti scientifici e libri da leggere. Non si può parlare di vera e propria didattica a distanza – concludono le addette al Gruppo doposcuola delle scuole Primarie – ma c’è l’attenzione e il cercare di stare vicini ai nostri bambini e ragazzi in questa fase così delicata e critica».

L’emergenza si fa addirittura opportunità, invece, secondo gli educatori dei progetti «Fuoriclasse» di «Inout». «Cogliamo la triste occasione dell’isolamento obbligato per implementare quella che è una fra le nostre parole–chiave: l’autonomia – spiegano –. Teniamo i contatti con le famiglie, ma senza l’impiego di strumenti a supporto dello studio. Inoltre incoraggiamo e sproniamo i ragazzi attraverso video– messaggi e chiamate, per farci sentire vicini e supportandoli nel loro percorso».

Marco Pederzoli

 

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