A colloquio con i parroci

Nella zona rossa di Medicina e Ganzanigo

La sofferenza e l'accompagnamento dei defunti con la preghiera

MEDICINA – Viaggio (virtuale) a Medicina e Ganzanigo, zona rossa della nostra diocesi. Cosa è cambiato e come si organizza la pastorale.

«Per noi non cambia molto, solo che non possiamo più uscire dal territorio comunale: io ad esempio sono parroco, oltre che di Medicina, di Villa Fontana, e ora non ci potrò più andare. Ma da parecchi giorni ci siamo ormai abituati a sentirci col telefono e in generale, a comunicare con tutti i mezzi “a distanza”, soprattutto Internet e lo streaming». Chi parla è monsignor Marcello Galletti, parroco come detto di Medicina e Villa Fontana e moderatore della Zona pastorale Medicina, riguardo al provvedimento che lunedì scorso ha reso il paese di Medina e la frazione di Ganzanigo «Zona rossa» nella quale cioè non è consentito entrare dalla quale non si può uscire, se non per motivi di stretta necessità.

«La nostra chiesa è e rimane aperta – spiega don Galletti – e da domenica scorsa ogni giorno alle 11 trasmettiamo in streaming, tramite You Tube dal nostro sito www.parrocchiadimedicina.it la Messa che celebro in forma privata: già il primo giorno abbiamo avuto circa 1000 contatti. I funerali purtroppo da venerdì scorso non li celebriamo, perchè è troppo difficile, in un paese come questo, evitare l’afflusso di molta gente che desidera onorare il defunto; ricordiamo però i morti uno ad uno nella
Messa. Inoltre, ogni giorno dal 10 marzo i miei giovani mettono sul sito una mia piccola «Il pensiero del giorno di don Marcello».

E monsignor Galletti sottolinea anche che per fortuna, c’è una buona sintonia e collaborazione con il sindaco e le autorità civili. Questo aiuta a stemperare la tensione, che è forte; anche e soprattutto col richiamo alla fede. Anche don Gaetano Menegozzo, parroco di Ganzanigo, ritiene che con la Zona rossa non cambi molto: «l’unica cosa, che certo colpisce, è che proprio nel piazzale della chiesa ci sono adesso le Forze dell’Ordine che sorvegliano». Anche la chiesa di Ganzanigo è aperta e ogni giorno alle 18 don Gaetano fa suonare le campane per avvertire che inizia la celebrazione: «è il mio streaming; scherza.

Ma anche lui ha usato i mezzi più aggiornati per contattare i suoi parrocchiani più giovani: «Attraverso i catechisti – spiega – ho fatto avere via mail ai ragazzi fino alle superiori una lettera nella quale dò alcuni criteri per impiegare meglio questo tempo così particolare; non impigrirsi, quindi fare i compiti e seguire per quanto possibile le lezioni; stare di più con la famiglia e programmare una preghiera insieme tutte le sere».

Chiara Unguendoli

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