Parrocchia della Sacra Famiglia

Siamo la famiglia di Dio

L'omelia dell'arcivescovo del 29 dicembre nella chiesa ai piedi del Colle della Guardia

BOLOGNA – <Siamo la famiglia di Dio! Non è poco ed è un orgoglio e una responsabilità>. E’ un passaggio dell’omelia che il cardinale ha tenuto domenica 29 dicembre alla parrocchia cittadina della Sacra Famiglia nei pressi del Meloncello.

E’ un tradizionale appuntamento che da diversi anni vede l’arcivescovo di Bologna celebrare una Messa nella Festa della Sacra famiglia nell’omonima comunità parrocchiale ai piedi del Colle della Guardia. <Una famiglia generata non dal sangue ma dallo Spirito – ha proseguito il cardinale Zuppi – , che è il vero sangue di Dio, quello che ci fa scoprire uniti al prossimo perché uomini, fratelli di altri uomini. Gesù ci ha chiamato personalmente ma ci dona di fare parte della sua famiglia e ci chiama per insegnarci ad amarci gli uni gli altri. Gli altri? Noi pensiamo facilmente: quello è un estraneo, non lo conosco, non mi assomiglia, non mi convince! Invece i “nostri” sono tutti, ad iniziare da coloro che sono malati, prigionieri, stranieri, invisibili, scarti, insomma le persone che penseremmo non avere niente a che fare con noi. Sono i nostri familiari. Abbiamo verso di loro e tra di noi un modo “familiare”?>.

<Chi ama Dio impara ad amare il prossimo e questo ci aiuta ad esserlo anche con quelli di casa nostra! – ha detto in un altro passaggio dell’omelia -. Ecco perché essere familiari di Dio ci aiuta ad esserlo con tutti, ad iniziare dalle nostre case. Chi vive nella famiglia di Dio, cioè la Chiesa, come un figlio, un fratello, una sorella, un padre, madre, saprà esserlo anche nella sua famiglia! Ecco, allora, chi è un cristiano! Un uomo che era solo, che scopre il cento volte tanto in fratelli, sorelle, padri e madri ed impara ad esserlo con i suoi. Il vero sostegno alla famiglia, il primo, è vivere la Chiesa come la nostra famiglia. Ne abbiamo tanto bisogno, perché da soli siamo deboli e molto condizionati dalla logica del mondo! La famiglia non è sicura, è esposta al rischio, minacciata. Perché Erode è il male e il male ha il volto brutale del dolore, della morte, dell’ingiustizia, di tanto insopportabile dolore, come i cristiani uccisi in Nigeria da bestemmiatori del loro Dio o i morti nell’attentato a Mogadiscio.  C’è però, un Erode meno cruento, come l’individualismo che pesa sulle nostre famiglie, che rende i rapporti superficiali e legati al personale benessere. L’individualismo porta, al contrario di quanto suggerito dal Siracide, a non essere indulgenti e a disprezzare quando perde il senno nostro padre>.

 

Qui il testo integrale dell’omelia

Facebooktwittermail