Cronaca dal territorio

Pastorale e pandemia

La vitalità online delle parrocchie

BOLOGNA – L’ha ricordata anche papa Francesco la generosità e la fantasia dei sacerdoti per le loro comunità in questo tempo di emergenza sanitaria.

Non fanno eccezione i presbiteri bolognesi che, dalla pianura alla montagna passando per la città, si sono immediatamente dati da fare per accompagnare le rispettive comunità in un tempo inesplorato, fatto anche di dubbio ed incertezza davati alle necessarie misure restrittive imposte a tutta la popolazione.

«Ho potenziato alcuni canali dei quali usufruisco anche in periodi ordinari. Fra essi i “social”. Servono a mantenere viva la comunità, come ad esempio la pagina Facebook della parrocchia o il gruppo su Telegram – spiega don Massimo D’Abrosca, parroco dei Santi Donnino e Sebastiano di Borgonuovo –. Invio quotidianamente il commento al Vangelo del giorno, ma mi cimento anche in alcune dirette Facebook come, ad esempio, in occasione dell’Adorazione Eucaristica o della Via Crucis».

Nello spirito comunitario delle Zone pastorali, la pandemia ha anche portato alla condivisione di alcune pratiche devozionali locali. E’ il caso della parrocchia di San Giorgio di Piano. «E’ tradizone consolidata che nella parrocchia di San Giorgio di Piano si faccia una settimana di Esercizi spirituali parrocchiali – racconta il parroco don Luigi Gavagna –. Con i referenti e l’equipe che mi aiuta come Moderatore della Zona pastorale San Giorgio di Piano, Argelato e Bentivoglio, abbiamo pensato di estenderla a tutta la Zona grazie alle tecnologie, raccogliendo ampi consensi».

Tra le fasce della popolazione più colpite dal «Sars– Cov–2» tanto nel corpo quanto nella quotidianità, fattasi improvvisamente ancora più solitaria, gli anziani. «Pur avendo attivato un canale YouTube e uno WhatsApp per le Messe, le Veglie e l’interazione coi fedeli, ci rifacciamo al telefono per garantire vicinanza alle persone più grandi. All’opposto – spiega don Lino Civerra, Moderatore della Zona pastorale Alto Reno Terme – Camugnano – Castel di Casio – vogliamo maggiormente coinvolgere il mondo del catechismo dove, per fortuna, abbiamo comunque degli educatori che si impegnano tanto per mantenere i contatti coi ragazzi».

Un’autentica «pastorale dell’emergenza», che si riscopre e rinnova a seconda delle esigenze del territorio. «Oltre ai vantaggi che ci assicura il “web”, garantendo la prossimità a tutte le realtà parrocchiali, cerchiamo – adottando ogni precauzione – di mantenerci vicini anche fisicamente alla gente – racconta don Emanuele Nadalini, parroco a San Bartolomeo di Manzolino e ai Santi Filippo e Giacomo di Panzano – . Ogni domenica siamo presenti in chiesa, promuovendo preghiera e sussidi come gesti attivi di vita ecclesiale».

Marco Pederzoli

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