Il progetto è gestito da Ausl, Protezione Civile e Croce Rossa

Seminario e Villaggio di Tolè offrono ospitalità sanitaria

Accoglieranno persone fragili, in quarantena o in post ricovero da coronavirus

BOLOGNA – Sono diversi i locali messi a disposizione da alcune realtà dell’arcidiocesi di Bologna per accogliere le persone fragili, in quarantena o in post ricovero da coronavirus. Si tratta di spazi offerti e ubicati nel seminario a Villa Revedin e nel Villaggio Senza Barriere a Bortolani, nel comune di Valsamoggia vicino a Tolè.

Monsignor Roberto Macciantelli, rettore del Seminario arcivescovile, spiega che <come chiesto dal cardinale Zuppi, e verificato con Ausl, Protezione Civile e Croce Rossa, abbiamo messo a disposizione nove-dieci camere adattandole alle necessità per poter ospitare e soddisfare questo tipo di richieste. Le stanze sono accessibili, dotate di servizi e in autonomia, e dalla finestra si può vedere anche il verde del parco. Nei giorni scorsi sono entrati i primi sei ospiti e tutto è predisposto in accordo con Ausl, Protezione Civile e Croce Rossa, che si occupano della gestione».

Si tratta di una decisione che ha trovato concorde tutta la comunità di preti, che pure in questi giorni frequenta e abita il seminario, e don Macciantelli sottolinea che «è un segno di attenzione e disponibilità verso chi ha bisogno in questo momento di emergenza sanitaria. Servono spazi e noi siamo comunità di preti disponibili all’accoglienza, garantendo l’isolamento necessario agli ospiti».

È un fatto che riporta alla memoria quanto accadde durante la Seconda Guerra mondiale quando il Seminario, ai tempi del cardinal Nasalli Rocca, fu destinato a ospedale militare e nel rifugio sotto la collina trovarono riparo tanti bolognesi.

Anche il Villaggio Senza Barriere ha offerto spazi per persone fragili, come afferma Massimiliano Rabbi, presidente della «Fondazione Don Mario Campidori – Simpatia e Amicizia onlus» a Bortolani: «Dopo la richiesta del cardinal Zuppi, ci siamo subito resi disponibili ad accogliere persone fragili che devono uscire dai nuclei familiari per la quarantena e per essere assistiti in isolamento. Abbiamo messo a disposizione dodici monolocali, ad uso singolo, e quattro appartamenti per minori accompagnati. L’Ausl e la Protezione Civile hanno già effettuato i sopralluoghi e gestiranno la situazione, ora siamo in attesa dei nuovi arrivi».

Ivan Vitre

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