La Messa sarà curata dalla Comunità di Sant’Egidio, della quale il giovane martire era membro
Mercoledì 8 luglio, alle 19, la Chiesa di Santa Maria della Visitazione ospiterà una liturgia presieduta dall’arcivescovo, il cardinale Matteo Zuppi, in occasione della memoria liturgica del beato Floribert Bwana Chui.
L’appuntamento, promosso e animato dalla Comunità di Sant’Egidio, riveste un significato profondo: cade infatti nel primo anniversario della proclamazione a beato di questo giovane laico congolese, la cui testimonianza continua a parlare con forza straordinaria alla Chiesa e al mondo contemporaneo.
Di corruzione si può morire e la storia di Floribert lo testimonia con l’eloquenza del martirio. Nato nel 1981 a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, cresce formandosi alla scuola della Parola di Dio e del servizio ai più poveri, specialmente ai bambini di strada, all’interno della Comunità di Sant’Egidio della sua città.
Dopo la laurea in legge, nel 2007 diventa commissario presso la dogana di Goma, al confine con il Ruanda. Lì gli vengono offerti ingenti flussi di denaro per chiudere gli occhi e permettere l’accesso di carichi di cibo avariato che avrebbero avvelenato la popolazione. Di fronte ai tentativi di corruzione Floribert non esita: prega, mette al primo posto la vita della sua gente e sceglie di opporre un fermo rifiuto. “Come cristiano non posso permettere che si sacrifichi la vita della gente. È meglio morire piuttosto che accettare quei soldi”, aveva confidato a chi gli era vicino, nella certezza che la fede in Cristo non permetta mai di guadagnare sulla pelle dei propri fratelli.
Il 7 luglio 2007 viene rapito e la mattina del 9 il suo corpo viene ritrovato straziato dalle torture. Il 15 Giugno 2025 Floribert Bwana Chui Bin Kositi è stato proclamato beato e la sua memoria liturgica è stata fissata all’8 luglio, giorno in cui si è consumato il suo martirio in odio alla fede. Con la celebrazione della memoria liturgica del beato Floribert a Bologna e in diverse città d’Italia e del mondo, si vuole rendere grazie del suo dono e custodire il suo esempio: un giovane può cambiare la storia del proprio Paese mantenendo le mani e il cuore puliti.
Nicola Perugini


