Domenica XXV per annum

1.        Cari fedeli, desidero richiamare la vostra attenzione sulla prima lettura. La pagina biblica intende dirci quale sia il pensiero di coloro che sono contrari alla  legge di Dio. La pagina è una vera guida per noi oggi.
            Partiamo, cari amici, da un fatto. Oggi il credente vive in un contesto di pensiero, di valutazioni contrari non solo al Vangelo, ma anche non raramente alle conclusioni della retta ragione. Chi non si rende conto di questo ha già perso la fede…o vive sulle nuvole.
            La conseguenza di questa condizione di vita è detta chiaramente nella prima lettura. Coloro che ragionano “secondo corrente dicono del credente: «ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni». Cioè: non solo il credente vive in una condizione culturale non cristiana, ma in una condizione di persecuzione. La quale può assumere due volti. O la forma della violenza fisica uccidendo i cristiani perché cristiani: «mettiamolo alla prova con insulti e tormenti…condanniamolo ad una morte infame». O la forma della messa in ridicolo, della emarginazione morale. Cari amici, come può resistere il cristiano in una condizione come questa? La risposta la troviamo nel salmo col quale abbiamo risposto alla prima lettera. «Ecco, Dio è il mio aiuto, il Signore mi sostiene». Non abbiate paura dunque. Dio è il nostro aiuto; Dio ci sostiene. Pensiamo alla sofferenza di tanti nostri fratelli in Medio Oriente, e in Africa. Chi dà loro la forza? Dio è il loro aiuto; Dio li sostiene. «Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite e raddrizzate le vie storte per i vostri passi…vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio» [Eb 12, 12.15].
2.        La pagina evangelica ci offre, se così possiamo dire, una stupenda esemplificazione di quanto ci è stato insegnato nella prima lettura.
            Gesù sta camminando verso Gerusalemme, dove subirà passione e morte. E’ la sua “via”; è il progetto del Padre su di Lui.
            Gli apostoli camminano nei loro pensieri su un’altra strada: discutono fra loro chi fosse il più grande. Una discussione sulla precedenza, in ordine, ovviamente, a trovare chi doveva comandare e chi obbedire; in ordine cioè ad esercitare il potere sugli altri.
            Gesù “raddrizza la loro via storta”. Come? Attraverso un gesto. «Preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse: chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me». Notate bene. Gesù, identificandosi con un bambino – cioè colla persona che nella società del suo tempo stava all’ultimo posto – raddrizza il modo di pensare degli apostoli, e del mondo. La vera grandezza, il vero primato è costituito dalla carità: «se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti ed il servo di tutti».
            Cari fratelli e sorelle, la Madonna ha detto di sé: «ha guardato l’umiltà della sua serva; d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata». Ella ha seguito la via di Gesù, ed ora è esaltata con Lui. E’ questa la via che ci porta alla felicità.

20/09/2015
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