Omelia nella Festa di Santa Chiara

Questa casa è un piccolo sogno che ci aiuta a camminare, ad affrontare i giorni senza luce, senza compagnia, senz’amore. Infatti, non è un sogno fuori dal mondo, ma è il mondo che sogniamo e che Dio sogna per noi. Solo pensare a Sotto Castello ci fa stare meglio, perché qui viviamo quello che desideriamo tutti i giorni e tutto l’anno: l’amicizia, stare insieme, volerci bene. Dio vuole questo: che gli uomini non si combattano, che non si guardino male o non si guardino per niente come se l’altro non esistesse o non lo riguardasse. Sapete, c’era uno scrittore che per indicare uno che aveva una faccia che metteva paura, trasmetteva odio, rabbia, angoscia, parlava proprio di avere “un viso cagnesco”. Ho l’impressione che tanti si guardino sempre più in cagnesco, per attaccare e per difendersi, sparandola grossa per offendere e accusare, sentendosi in diritto di farlo. Papa Leone XIV – quanto è buono e saggio, quanta pazienza ma anche quanta fermezza ha e quanto ha bisogno che tutti noi preghiamo per lui, anche quando non ce lo chiede, perché deve combattere contro tanti che vogliono dividere il mondo e anche la Chiesa! – lo ha detto in modo chiaro: i cristiani devono sottrarsi alla cultura della potenza e abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani. Ha detto una cosa molto importante: costruire case dove tutti possano stare bene e volersi bene “non è mai tradire la famiglia, la città, la tradizione, ma liberarle dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza, dalla violenza con cui si vorrebbe imporre il proprio piccolo ordine su una realtà che da ogni parte ci supera”. Ecco perché questa casa è importante, piena di vita, di umanità, dove tutti facciamo a gara a volerci bene. Qui chiunque entra diventa più buono, non gli viene proprio di essere o di fare il cattivo! Qui se uno sta da solo, in disparte, tanti amici vanno subito da lui e gli chiedono: “Come stai, ti serve qualcosa?”. E se uno è proprio triste triste, tanto che gli vengono gli occhi lucidi, subito c’è un amico che gli prende la mano e, magati anche a lui vengono gli occhi lucidi. Tutto questo fa stare meglio perché l’amicizia fa bene e non si può vivere senza amicizia.  È una casa, casa casa, dove impariamo tutti a saper vivere a casa e non da estranei. Come faccio ad essere estraneo quando incontro un mio amico? Gli sorrido, lo guardo, gli do la mano, lo abbraccio. O no? Si fa così! Si dovrebbe fare così e tutti dobbiamo imparare a volerci bene! Ma qui viene facile a tutti in una casa disarmante perché piena di amore! Qui non ti devi difendere ma solo voler bene. E qui sembra strano non se qualcuno ti aiuta ma se qualcuno non lo fa! Purtroppo il mondo intorno invece fa a gara ad alzare muri, a mettere da parte sempre più armi pensando di essere più sicuro, mentre così altri cercheranno di averne almeno una in più. E la paura cresce, non diminuisce. Qualcuno costruisce fantasmi perché così c’è il motivo per fare muri ancora più alti, aumenta la paura che consiglia di stare da solo pensando che tutti ce l’abbiano con noi. Il mondo fa male, colpisce un altro fino a fargli male, proprio per fargli male, e non c’è nessuno che dica: “Smettila, guarda che gli fai male, guarda che sta affogando, guarda che è solo, ha fame! A Dio un mondo così non va proprio bene. Dove comanda solo chi è forte, dove si teorizza che dobbiamo diventare forti e l’umanità sembra debolezza! E noi che siamo fragili, incerti? Dobbiamo dirlo e il Signore cerca di ricordarcelo: siamo tutti deboli, anche gli spacconi, quelli che trattano male gli altri, che strillano e mettono paura, che pensano di avere ragione e non stanno a sentire più nessuno, quelli che dividono il mondo tra amici e nemici, mentre Gesù è venuto per unire il mondo e dire che sono tutti amici, anche quelli che ce l’hanno con noi! Qui siamo amici tutti. Nel mondo, spesso, si è amici solo se conviene, e appena uno sta male, purtroppo, non conta più e resta solo. Nel mondo gli altri vanno avanti e non ti aspettano, ti guardano come se fossi strano e ti mettono paura, ti fanno sentire sbagliato o che sia colpa tua come sei! Nel mondo se ti perdi nessuno ti viene a cercare, anzi, qualcuno dice: peggio per lui, se l’è cercata, si arrangi. C’è poca pietà, e si pensa che non ci deve essere perché chi sta bene deve andare avanti, mica può aspettare chi va piano. Gesù invece dice: io cammino con chi va piano perché ha bisogno di aiuto. Ecco, ho una proposta: facciamo del mondo una grande Casa Santa Chiara e da qui portiamo a tutti l’amicizia e costruiamo dei cuori dove stiamo a casa! Sono contento che l’avete messa a posto, che è ancora più bella, e che si possa stare ancor meglio. Qui capiamo che c’è più vita nella fragilità e non nella forza, nella tenerezza e non nella prestazione, nell’ascolto piuttosto che nello strillare, nello stare insieme invece che nel pensarsi sempre primo e più in alto. È proprio Casa di Santa Chiara. Lei, che seguì San Francesco si fidò di Gesù, gli volle bene, tanto che visse in amicizia con tutti, apprezzò e servì ognuno. Ognuno? Sì, perché in ogni persona c’è sempre qualcosa di bello e importante ma solo se lo ami. Se lo ami capisci, altrimenti vedi solo le apparenze e quelle, lo sappiamo, non contano. Non ebbe più paura e così scoprì che era importante “non un mondo da difendere, ma da abbracciare”. Ecco perché sono contento. Questa è una casa di pace, ma non vogliamo mica starcene in pace da soli e senza preoccuparci degli altri. Vogliamo la pace per tutti. Grande è chi si fida, chi si fa piccolo, chi aiuta e chiede aiuto. E poi a quelli che trattano male – ma si può trattare male qualcuno? Cosa si guadagna? Perché fare soffrire? –  ricordiamo che non devono disprezzare uno solo di questi piccoli, perché Dio manda i suoi angeli a difenderli. Ci sono degli angeli anche in terra che non fanno come gli altri e aiutano, difendono, vogliono bene. Aldina è stata un angelo per tanti! Quanti piccoli sono trattati male e quanti bambini, quanti ragazzi! Quanti deboli e quanti vecchi! Allora Santa Chiara, che era la più grande, serviva tutte le sue sorelle. Lavava loro i piedi.  Gesù invita tutti i suoi discepoli a “diventare come i bambini”, perché “a chi è come loro appartiene il Regno di Dio”. Lei ci riuscì, divenne un cuore pieno di amore, di fiducia, davvero senza armi e così tutti non dovevano fare i superbi per sentirsi importanti, perché erano importanti così com’erano. È difficile? No! È semplicissimo! Solo che si deve diventare come un bambino e non atteggiarsi a grande! Cominciamo dalle cose semplici! A certi grandi bisogno proprio insegnargli tutto! Non fare il bullo, il violento con le parole e con le mani perché fai del male e ti fai male. Allora preghiamo anche noi con la preghiera attribuita a San Francesco, che Santa Chiara con la sua vita ha vissuto e ci dice che chi fa così è davvero contento, fa contento Gesù e gli altri:

“Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace: dove è l’odio, che io porti l’amore, dove è l’offesa, che io porti il perdono, dove è la discordia, che io porti l’unione, dove è l’errore, che io porti la verità, dove è il dubbio, che io porti la fede, dove è la disperazione, che io porti la speranza, dove sono le tenebre, che io porti la luce, dove è la tristezza, che io porti la gioia. Signore, fa che io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare, di essere compreso, quanto di comprendere, di essere amato, quanto di amare. Poiché è nel donare che si riceve, nel dimenticare sé stessi che si ritrova sé stessi, nel perdonare che si è perdonati, nel morire che si risuscita a vita eterna”.

Casa per Ferie cooperativa Casa Santa Chiara - Sottocastello di Pieve di Cadore (BL)
11/08/2026
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