Ordinazioni diaconali

Come sempre la Parola è la lampada per il nostro cammino. In questo anno,che vorrei dedicato proprio alla sua centralità,lasciamoci guidare da essa. E’ capace di rendere nuovo ciò che è vecchio. Oggi, quando vi consegnerò l’Evangelario vi dirò: “Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunziatore: credi sempre a ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni”. Aiutateci a fare così.
La Parola è il cantodi amore di Dio per la sua vigna, che diventa lamento sconfortato nel vederla senza frutti. A cosa serve se resta acerba, cioè non si perde del tutto per gli altri. Avviene così quando la sua Parola non è ascoltata e messa in pratica, ridotta a legge e disattesa. Il canto è la delusionedi un innamorato, non la sentenza di ungiudice. La vite, lo sappiamo, richiede molta cura, cioè lavoro, perseveranza, sensibilità, sacrificio. Non si può amare la vigna quando penso io, ma quando serve a lei e non si hanno frutti senza tanto lavoro. Anche perché se non dina frutto, se non la si cura e si pensa di farla propria – ed è questo il lamento di Dio – diventa oggetto del male che la distrugge. O si ama o vince il male. Un innamorato il lavoro lo affronta volentieri. L’orgoglio, peccato originale sdrucciolo che ci portiamo dentro, ci fa credere che siamo noi stessi se diventiamo padroni, rovinando così la gioia di lavorare assieme, per qualcuno e per dare frutto, per Colui che ci creati a sua immagine e ci affida quello che ha di più caro. Quando prende spazio nel nostro cuore la logica suadente del possesso, si diventa violenti. Chi vuole la vigna per sé la toglie agli altri. E questo è vero anche per quella vigna particolare che è la Chiesa, quando non curiamo la comunione e ne facciamo un possessoo quando si perde la passione per dare frutti di amore per il prossimo. Ogni volta che gli uomini hanno creduto di essere se stessi senza Dio, dimenticando la grazia per la loro vita e la sua passione, hanno rovinato la vigna e anche la loro vita. Quei contadini – che siamo noi anche se facciamo fatica a riconoscerci in essi – finiscono per essere oggetto della loro stessa cupidigia, sedotti dal ruolo e dal potere, dall’affermazione di sé invece che guidati dal servizio e dal dono. Diventano violenti e vittime della loro stessa violenza. Basta pensare a quello che avviene nell’ambiente, cioè nella casa comune che Dio ci ha affidato! La voracità degli uomini, gli interessi e la complice indifferenza di tanti, rovinano la vigna magnifica che Dio ci ha affidato.
Dio è sconsiderato. Manda il figlio! Si capisce quanto ha amore per lavigna tanto damettere a repentaglio la sua vita! Qualcunoha descritto la sua domanda a Dio, rimproverandoloproprio di mettere a rischio la vita del figlio per una vigna che non vale così tanto e per di più per operai ingrati. “Il tuo è unamore pazzo, che non conosce misura, un amor ingiusto,privo di prudenza e criterio!”. E Dio risponde: “Conosci forse un amore diverso? Questa mia follia non è forse il mio mistero ultimo, piùprofondo, non è forse ciò che sono? Non ricavarne niente trannelagioia che la vigna dia frutto ed essere beato di questa gioia non è forse ciò che sono?”.
Dio ci affida il suo sogno. Non è nostro, malo diventa se lo amiamo e se lo viviamo troviamo la risposta a quella “nostalgia”, a quel “desiderio” che ogni uomo ha scritto dentro di sé. Questa è la grazia, quella che vi ha chiamato e che vi porta oggi a dire, liberamente, consapevolmente, pienidi fiducia in Lui, deboli e proprio per questo forti, “Eccomi”. Daniele, ingegnere edile, che invece di costruire case sceglie di costruire quell’unica casa con tante dimore che è la Chiesa e con essa di aiutare la città degli uomini. Da una parrocchia piccola (ma cosa è piccolo davanti al Signore?), Sant’Antoniodella Quaderna, aiutato dalla famiglia, da amicizie vere, dalla Parola diDio,dai tanti che lo hanno accompagnato in questo cammino. Nessuno si fa da solo e la grazia, non dimentichiamolo, ci arriva anche attraverso incontri, relazioni e anche passa ad altri attraverso ognuno di noi. Sant’Agostino e don Milani, lo hanno aiutato alla ricerca di quella “ombra della luce”, di quei riflessi che si possono scoprire solo nell’umanità raggiunta dalla grazia di Dio. Stefano, chein fondo ha scelto di assicurare il prossimo da tutti i rischi (assicurazione veramente per la vita!) con l’unica compagnia che nondelude, davvero affidabile, quella di Colui che è amore, così grande che non ti lascia mai, che ti segue tutti i giorni. L’unico pagamento richiesto è quello dolcissimo di amare a nostra volta e di assicurare quelli che non sono custoditi da nessuno e sperimentano l’abbandono.Castel Maggiore e la famiglia, gli scout, l’ACR, la guida di coloro che testimoniavano un amore gratuito eper tutti,possibile ed esigente ma anche giogo dolce e leggero. Ecco, per questo oggi voi siete qui, chiamati a servire questa vigna come diaconi. Lo sarete sempre. Non smettete di esserlo. L’Apostolo vi aiuta: (Fil 4,6-9) “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti”. Non entrate a fare parte del coro dei vittimisti, arrendevoli quando si tratta di cose che non li riguardano e pronti a giustificarsi accusando di non avere mai abbastanza per fare qualcosa! Non angustiatevi per quello che non vale, convinti che dovete fare tutto da soli come Marta. Scegliete sempre di stare con Lui, perché ascoltare Gesù e la preghiera è la nostra vera forza, quella che ci rende capaci di superare le inevitabili angustie. Qualche anno fa alcuni candidati al sacerdozio lo rimasero svariati anni prima dell’ordinazione presbiterale. Rimanetelo, vi direi,per sempre, ricordando che la vita è servizio alla parola e ai poveri, alla mensa eucaristica e alla mensa delle tante case della carità e di quella casa della carità che è sempre ogni nostra parrocchia e comunità. Il Papa ha detto domenica scorsa: “Non credete a chi vi dice che lottare è inutile e che niente cambierà! Non accontentatevi di piccoli sogni, ma sognate in grande. Sogno anch’io, ma non solo mentre dormo, perché i sogni veri si fanno ad occhi aperti e si portano avanti alla luce del sole”.
Il Regno di Dio non diventa mai un possesso o un diritto ed è dato ad un popolo che lo farà fruttificare, cioè che saprà servire proprio come fa Dio. La vostra scelta è di vera libertà, perché le promesse che tra poco farete è essere liberi dalla tentazione di possedere, di dire “mio”, perché tutto è già nostro con l’amore e noi siamo amati da quel Dio che con passione vuole, vede e visita la sua vigna perché sia di tutti.Siate “pieni di ogni virtù:sinceri nella carità,premurosi verso i poveri e i deboli,umili nel loro servizio,retti e puri di cuore,vigilanti e fedeli nello spirito.L’esempio della vostra vita, generosa e casta,sia un richiamo costante al Vangeloe susciti imitatori nel tuo popolo santo”.
Vi aiuti Francesco di Assisi, diacono. Lui ha scelto l’umiltà, cioè essere piccolo, vicino a tutti, considerando ognuno superiore a sé, bisognoso di amore. Umile e per questo amico dei poveri, dei minimi, fratelli più piccoli di Gesù. Francesco ha scelto la semplicità, cioè ha disarmato il cuore, scegliendo per cosa vivere ed affidandosi come un bambino all’amore di Dio e dei fratelli. Francesco ha scelto la gioia, perché la tristezza indebolisce, rende vulnerabili al male; perché l’uomo lieto comunica sempre amore. E L’amore trasforma quello che appare amaro in dolce.
Diceva. “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a te; con tutta l’anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore; e con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell’anima e del corpo a servizio del tuo amore e non per altro; e affinché possiamo amare i nostri prossimi come noi stessi, trascinando tutti con ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri e nei mali soffrendo insieme con loro e non recando nessuna offesa a  nessuno”.
Sia così per voi.

07/10/2017
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