Festa di Santa Clelia

Zuppi:«Donava la presenza più importante: quella di Gesù»

Martedì 13 luglio la celebrazione a Le Budrie

Il 13 luglio la Chiesa di Bologna celebra la festa di Santa Clelia Barbieri. L’arcivescovo ha presieduto la Messa nel parco dietro il Santuario delle Budrie.

Molti, come tradizione, i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione nel rispetto delle normative anticovid. Si tratta di un appuntamento molto sentito dagli abitanti delle zone limitrofe della provincia di Bologna e di Modena e non solo. Quest’anno la ricorrenza cade a poche settimane da quando Papa Francesco ha riconosciuto le virtù eroiche della Serva di Dio Orsola Donati.

Nel 1870, Santa Clelia si ammalò e, morente, affidò alla Serva di Dio il compito di portare avanti l’opera con le altre compagne. Fu lei a guidare per prima la Congregazione delle Minime dell’Addolorato che oggi sono presenti in Tanzania, India, Brasile e Italia con 50 comunità e quasi 300 religiose. Grazie al collegamento in streaming le comunità religiose sparse nel mondo hanno potuto seguirle in diretta la celebrazione eucaristica.

«Dopo l’inferno della pandemia – ha detto l’arcivescovo nell’omelia – serve tanto vivere il piccolo paradiso di una casa di amore. L’amore intensissimo verso Dio la portava direttamente all’amore del prossimo. Come Santa Clelia aiutiamo a costruire comunità che siano case di amore, perché la Chiesa sia un luogo familiare per tutti, di relazione non virtuale tra le persone e con Dio. Clelia donava la presenza più importante di tutte, Gesù. E lo faceva parlando in modo appassionato, con la sua vita e con le sue parole. Così si comunica il Vangelo, in maniera personale e attraente. Desiderava una “Vita raccolta” e capace di “fare del bene”. Così la vita “aveva carattere di paradiso”».

Qui il testo dell’omelia dell’arcivescovo

(hanno collaborato Enrico Vaccari, Riccardo Frignani e Alessandro Pagani)

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