La Messa dell'arcivescovo con i tassisti

Festa di San Giuseppe lavoratore

Il cardinale vicino al mondo del lavoro per la difficile ripartenza economica

BOLOGNA – Venerdì 1 maggio in occasione della festa di San Giuseppe lavoratore, l’Arcivescovo ha celebrato alle ore 7.30 la Messa presso la sede di COTABO Taxi (via Stalingrado 61), senza la presenza dei fedeli e con una rappresentanza di tassisti.

Alla liturgia ha partecipato anche la direzione di CAT, il consorzio di taxi bolognesi che celebra 50 anni di attività. I tassisti sono una delle tante categorie di lavoratori colpite in questo tempo e che è sempre rimasta attiva durante l’emergenza sanitaria, rendendosi disponibile a compiere gesti di solidarietà con corse a tariffe agevolate per il trasporto di medici, infermieri, operatori sanitari e per la consegna della spesa a domicilio. In occasione dell’1 maggio l’Arcivescovo ha voluto essere vicino e pregare per tutto il mondo del lavoro, che si appresta a vivere anche una difficile ripartenza, e in particolare per le categorie più colpite dalla crisi economica causata dalla pandemia da covid-19. La celebrazione è stata trasmessa in diretta su E’tv-Rete7 e in streaming sul canale Youtube di 12Porte. 

«I tassisti sono la mobilità e anche la porta di Bologna – ha detto l’arcivescovo all’inizio della celebrazione-.  Loro come tanti altri lavoratori vivono tanta preoccupazione per la situazione di oggi. Chiediamo l’intercessione del Signore per quanti in questa situazione sono in difficoltà dovuta al Coronavirus, per quanti hanno perso il lavoro e per quanti sono morti sul lavoro e hanno dato la vita come medici, infermieri e operatori della sanità»

Il cardinal Zuppi ha ricordato poi la piaga del lavoro nero: «Non va mai bene, non è accettabile. E’ un diritto per chi lavora avere i diritti. Con determinazione e solidarietà dobbiamo aiutarci e ricostruire, forti anche della esperienza e della necessità. Ora occorre ricostruire il mondo del lavoro con tutti i diritti e tanta stabilità che dia ai lavoratori la speranza nel futuro».

Poi una richiesta di perdono al Signore per la complicità con il male di questo mondo, contro le vecchie e nuove forme di schiavitù; contro la speculazione che è una nuova forma di schiavitù.

L’omelia è stata tenuta da monsignor Tommaso Ghirelli, vescovo emerito di Imola. «Il lavoro è un aspetto qualificante della vita umana – ha detto monsignor Ghirelli – e un legame potentissimo con Dio. Spesso ce ne dimentichiamo ma l’uomo è chiamato da Dio al lavorare e collaborare con Dio. Questo è il motivo più profondo della festa del lavoro che richiama e definisce meglio gli altri. San Giuseppe è stato esemplare nel compiere il lavoro e trasmetterlo al Figlio di Dio. San Giuseppe interceda per noi per avere il lavoro e lo possiamo svolgere con solidarietà aiutandoci gli uni gli altri».

Al termine della Messa è stata letta la Preghiera del tassista ed è tata ricordata l’opera di suor Matilde che da anni opera nell’assistenza spirituale di questa categoria.

La fotogallery della Messa del 1 maggio.

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