Giovedì 9 luglio

L’inaugurazione della «Casa Studio Corte Magi»

Zuppi: «Coltivare speranza vuol dire aiutare i ragazzi nella loro formazione ed incentivarli nella realizzazione del loro futuro»

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Il progetto riguarda le esigenze abitative degli universitari ed è stato realizzato dall’Istituto diocesano Sostentamento clero anche con fondi Pnrr

Giovedì scorso nel Giardino delle Sculture del Museo Magi ‘900 di Pieve di Cento si è svolta l’inaugurazione della «Casa Studio Corte Magi», lo studentato provvisto di 64 posti letto pensato soprattutto per gli studenti e le studentesse iscritti al Corso di Scienze infermieristiche degli Atenei di Bologna e Ferrara.

La Casa Studio, finanziata in parte anche dai fondi del Pnrr e dall’Unione Europea, è stata realizzata dall’Istituto diocesano sostentamento clero (Idsc) in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca e patrocinata dalle Università di Ferrara, dall’Università di Bologna, e dal Comune di Pieve di Cento.

Alla serata, durante la quale si è svolta anche l’intitolazione della piazza nella quale sorge lo studentato a Giulio Bargellini, ideatore dell’attiguo Polo museale, sono intervenuti il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Massimo Fabi, assessore regionale alle Politiche per la Salute, Matteo Lepore, sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Luca Borsari, sindaco di Pieve di Cento, Massimo Moscatelli, presidente dell’Idsc, Anna Maria Petrini, direttore Generale Ausl di Bologna, Stefano Alvisi, prorettore alla didattica e al diritto allo studio dell’Università di Ferrara, e Gian Luca Morini, prorettore Alma Mater di Bologna.

Per l’occasione anche il Ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, ha inviato un messaggio letto da Massimo Pinardi, direttore dell’Ufficio amministrativo e beni culturali dell’Arcidiocesi di Bologna. «Il diritto allo studio comincia quando si può scegliere dove studiare senza che siano il costo di un affitto, la distanza o la mancanza di un alloggio a decidere al posto tuo – ha scritto il Ministro -. Una residenza universitaria non offre soltanto una stanza, ma riduce una distanza: quella tra il desiderio di studiare e la possibilità concreta di farlo. Casa Studio Corte Magi è esattamente questo, una casa che rende più libera la costruzione del proprio percorso di studio e di vita».

L’incontro si è aperto con la testimonianza ed il ringraziamento di Brunelle, giovane studentessa di infermieristica originaria del Camerun. «Se oggi mi chiedessero perché ho scelto il percorso di infermieristica – ha detto – risponderei che è una scelta nata dall’incontro tra ragione e cuore. Da un lato, questa professione offre un futuro stabile, concrete opportunità di lavoro e numerose possibilità di crescita professionale e personale. Dall’altro, però, c’è una motivazione molto più profonda: ho scelto infermieristica perché desidero essere utile agli altri nei momenti in cui hanno più bisogno».

«Coltivare speranza vuol dire aiutare i ragazzi nella loro formazione ed incentivarli nella realizzazione del loro futuro – ha evidenziato l’Arcivescovo -. È una splendida occasione anche per Pieve, perché dove ci sono gli studenti c’è vita, e per tutta l’area metropolitana che può crescere solo facendo comunità e creando possibilità di studio e lavorative. Inoltre, mi fa particolarmente piacere che quest’iniziativa si rivolga ai giovani che studiano scienze infermieristiche, dei quali abbiamo un particolare bisogno».

«È un progetto frutto di una collaborazione istituzionale molto forte che, oltre al diritto allo studio, valorizza un patrimonio edilizio esistente – ha detto il presidente de Pascale -. Quindi è anche un grande intervento di rigenerazione in un’area che è una cerniera fra Bologna e Ferrara. Inoltre, l’attrattività nelle professioni sanitarie è uno dei temi più importanti per tutto il territorio regionale».

«Iniziative come queste – ha evidenziato il sindaco metropolitano Matteo Lepore – sono fondamentali perché indicano una strada da seguire per contribuire a garantire il diritto allo studio. Come Comune di Bologna, di concerto con l’UniBo abbiamo deciso di dar vita ad un progetto nel quale l’amministrazione comunale si impegna ad elargire un milione di euro l’anno dedicato al welfare degli studenti in fatto di alloggio e mobilità».

«Questo progetto ha avuto inizio tre anni fa – ha notato il presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc), Massimo Moscatelli – quando l’Amministrazione di Pieve di Cento ci domandò un parere circa l’utilità di questo immobile per l’Idsc. Così è iniziato un iter che, sostenuto dai bandi relativi al Pnrr, ci ha portati all’acquisto dello stabile e al suo completo restauro. Un impegno economico di 5 milioni di euro ai quali, nei prossimi tre anni, è previsto che si aggiungano fondi Pnrr pari a un milione e 280 mila euro per contribuire alla riduzione dei canoni di locazione per gli studenti».

«È un giorno storico per il mio Comune – ha commentato il sindaco Luca Borsari – e, soprattutto, felice: oggi arriva a compimento un investimento dell’Idsc, che ha creduto in Pieve di Cento e nel futuro dei giovani studenti che abiteranno questi spazi».

«Oggi – ha detto Massimo Fabi, assessore regionale per le Politiche della salute – viviamo una giornata veramente straordinaria perché mettiamo a frutto una collaborazione nata anche da un’intuizione: essere concretamente vicini a quanti studiano per diventare dei professionisti fondamentali nel nostro sistema di cura. Questo percorso indica la collaborazione tra le varie istituzioni: enti locali, Diocesi di Bologna, Università, Regione e Aziende sanitarie».

«L’Ausl è grata per la realizzazione di questo studentato – ha affermato la direttrice, Anna Maria Petrini – che rappresenta un supporto importante per i nostri futuri infermieri. Poter contare su una realtà come questa rappresenta per noi una risorsa strategica, grazie alle istituzioni che dimostrano di saper sostenere, in sinergia, la formazione delle nuove generazioni».

«Leggere i numeri dell’Alma Mater – ha evidenziato il prorettore Gian Luca Morini – spiega bene quanto siano importanti iniziative come queste, che vanno ad incrementare il numero di posti letto disponibili per gli iscritti all’Unibo, la maggioranza dei quali arriva o dall’estero o da regioni diverse dalla nostra».

«L’Università di Ferrara è orgogliosa di aver preso parte ad un lavoro lungo ed impegnativo, ma nel quale ogni attore istituzionale ha fatto la sua parte – ha sottolineato il prorettore, Stefano Alvisi -. Lo abbiamo fatto per i nostri ragazzi, in modo da poter garantire loro le condizioni migliori per formarsi e diventare coloro che assisteranno i fragili di domani». Approfondimenti nei prossimi numeri di Bologna Sette.

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