Il ricordo di Stefano Cenerini, medico missionario bolognese

Monsignor Moreschi, un padre per l’Etiopia

Il primo vescovo morto di Covid-19

ETIOPIA – «Vorrei commemorare monsignor Angelo Moreschi, Vicario apostolico di Gambella (Etiopia), deceduto a Brescia il 25 marzo 2020. È stato il mio vescovo negli anni passati presso il Centro Sanitario di Abobo: di lui conservo un piacevolissimo ricordo». Parole di riconoscenza e affetto quelle di Stefano Cenerini, medico missionario bolognese, e consegnate alle colonne di «In missione con noi», il bollettino online dell’omonima onlus che da anni opera nel paese africano. Il vescovo è scomparso a causa del Covid-19 all’età di 67 anni.

Dopo otto anni trascorsi fra Zambia e Zimbabwe, fra il 1997 e il 2005, ormai da sette il dottore emiliano si trova in pianta stabile a Soddo nel sud dell’Etiopia. Risale proprio ai primi periodi del suo arrivo nel Paese africano la conoscenza con il vescovo Angelo Moreschi che, già dalla fine del 2000, reggeva la Prefettura Apostolica di Gambella. Divenutone Vicario il 5 dicembre 2009, il vescovo salesiano originario del bresciano ha proseguito la sua attività pastorale e umanitaria sotto diversi aspetti.

Innanzitutto quello legato all’evangelizzazione che spesso, al momento del suo arrivo in Etiopia, ancora si trovava allo stato embrionale. Poi acqua ed istruzione. “Padre Angelo ha compiuto riguardo all’acqua ciò che pochi potevano concepire – spiega Cenerini -. Non solo ha creato una rete di benefattori esteri che coadiuvavano i suoi progetti di fornitura idrica, ma ha predisposto un camion cisterna tuttora in funzione. Con esso ha raggiunto ogni angolo possibile della regione ogni volta che riceveva notizia di gente rimasta senza acqua potabile”.

Sul fronte dell’istruzione, specialmente per i più piccoli, monsignor Moreschi ha promosso l’istituzione di asili infantili sin dall’inizio del suo incarico a Gambella. “Le ragioni sono due – commenta Cenerini -: togliere i bambini piccoli dalle strade, insegnando loro al tempo stesso l’alfabeto, ma anche tenere sotto controllo il loro stato nutrizionale, così da integrare la dieta dei malnutriti con biscotti iperproteici”.

Marco Pederzoli

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