Aveva 84 anni

Morto don Nildo Pirani – il video del funerale

I funerali sono stati venerdì 19 novembre alle 13 in cattedrale

E’ morto mercoledì 17 novembre, presso la sua abitazione, don Nildo Pirani, all’età di 84 anni.

L’omelia del card. Zuppi in occasione del funerale in cattedrale.

Nato l’ 11 gennaio 1937 don Nildo fu ordinato sacerdote il 25 luglio 1961. Fu parroco per 36 anni a San Bartolomeo della Beverara (1976-2012) e, attualmente, Assistente Ecclesiastico del Masci (Scout adulti) e Officiante a Sant’Egidio. La salma sarà portata nella Parrocchia di San Bartolomeo della Beverara giovedì 18 novembre alle ore 17.00, dove resterà fino al trasferimento in Cattedrale l’indomani alle ore 12.00. La Messa esequiale, presieduta dal Cardinale Arcivescovo, sarà celebrata venerdì 19 novembre alle ore 13.00, nella Cattedrale di S. Pietro. Sarò possibile seguire la cerimonia anche in diretta streaming su questo sito e sul canale YouTube di 12Porte. Seguirà la sepoltura nel Campo dei Sacerdoti della Certosa di Bologna.

Il ricordo di Federico Bellotti

Don Nildo Pirani – prete, insegnante, educatore – lo scorso 17 novembre è ritornato alla casa del Padre.

Don Nildo è stato per tantissimi, fino all’ultimo, un punto di riferimento, una guida sicura, un sostegno spirituale, un confessore ed un confidente di indiscussa levatura intellettuale e morale: ha vissuto la sua accogliente umanità in modo autentico e schietto con un approccio capace – al tempo stesso – di incutere una reverenziale soggezione ed una sensibilità del tutto peculiare.

Sempre fedele alla sua missione spirituale e pastorale di prete e di guida della sua comunità, capace di ripartire sempre dalla Scrittura come metro di valutazione delle vicende personali e comunitarie che lo coinvolgevano, con uno stile inconfondibilmente educativo che gli permetteva di essere ascoltatore attento e riflessivo, più portato a porre domande che a fornire risposte, con la sua scomparsa lascia un vuoto umano e relazionale incolmabile ma al tempo stesso una eredità spirituale della quale i tanti che lo hanno incontrato in vita conserveranno indelebilmente un ricordo vivo e grato. Don Nildo, come i grandi patriarchi della Scrittura, è stato capace di lasciare un segno, di spingere oltre l’ordinario e di tracciare una rotta in uscita dagli schemi della tradizione!

Ha guidato la comunità di San Bartolomeo della Beverara dal 1976 a 2012, dopo un’importante esperienza come assistente universitario presso la chiesa di San Sigismondo. Ha deciso di ritirarsi quando ha capito di non essere più in grado di seguire ed accompagnare i ragazzi e i giovani che tanto amava. Alla Beverara, per lui la “parrocchia più bella del mondo”, ha saputo tradurre nella pratica liturgica e nello stile le indicazioni del Concilio, è stato capace di aprire gli spazi angusti tipici delle periferie, ha contribuito a costruire ponti in un’epoca (negli anni ’70 ed ’80 del secolo scorso) in cui i muri ideologici dividevano, ha reinterpretato in chiave anche civica e sociale la presenza della comunità cristiana nella città degli uomini, ha indotto ad allargare lo sguardo al resto del mondo ed in particolare a quello più povero promuovendo la nascita del primo negozio equo-solidale di Bologna, ha accolto ed ospitato nei locali della parrocchia – in un nascondimento rispettoso e sensibile – tante persone in difficoltà, ha saputo avvicinarsi a tutti, credenti o laici, atei e credenti in altre fedi, vicini o lontani stabilendo occasioni di conoscenza, di incontro, di relazione vera ed autentica.

In tempi ormai lontani, perfettamente consapevole della crisi di una certa forma storica di Chiesa, si è aperto con convinzione al mondo, ha imboccato strade d’avvicinamento rispetto alle tante periferie esistenziali della nostra società, ha camminato con centinaia di ragazzi con il vincastro sicuro della Parola di Dio sotto al braccio.
Ai tanti giovani che ha incrociato – particolarmente durante i campi estivi a Monteacuto delle Alpi, ad Assisi, al Falzarego – ha saputo porre con il suo sguardo penetrante una domanda alla quale era impossibile sfuggire: “che ne vuoi fare della tua vita?” Tanti di noi beveraresi stiamo ancora faticando per cercare di dare una risposta a questo interrogativo; forse la sola possibile risposta è sempre e solo fare della propria vita il tempo e lo spazio per ricercare il senso vero, la ragione prima, il Logos e di condurre questa ricerca insieme, comunitariamente: questa domanda di senso, questa eredità viva che ci ha lasciato ci permetterà di continuare a sentirlo presente al nostro fianco!

Dopo le fatiche fisiche degli ultimi mesi e la malattia progressivamente invalidante, per il nostro don Nildo è dunque arrivata l’ora ineffabile che supera i limiti del “qui ed ora” e si apre all’incontro in pienezza con il suo Signore, quel Signore e Maestro sempre ricercato, sempre ascoltato, sempre annunciato con la parola e con la coerenza di vita!

Grazie, don Nildo, grazie di cuore per tutto!

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