Te Deum di fine anno

Una pazienza che sa attendere i tempi di Dio

Il dono richiesto dal cardinale nell'omelia in San Petronio

BOLOGNA – Centinaia di persone hanno affollato il 31 dicembre nel tardo pomeriggio la basilica di San Petronio per partecipare al solenne Te Deum presieduto dall’arcivescovo.

Autorità civili e militari, fedeli, religiosi e rappresentati delle comunità ortodosse presenti in diocesi hanno voluto partecipare alla liturgia dei Primi Vespri della solennità della Festa di Maria Madre di Dio. Il cardinale nell’omelia ha ringraziato il Signore per i tanti doni ricevuti nell’anno appena trascorso. Tanti i temi trattati: dalla missione del cristiano nella città degli uomini al rapporto con Dio; dal restauro del portico di San luca come metafora di una revisione interiore al dono della beatificazione di Padre Marella.

<Quanta sofferenza richiede una città umana, ben disposta, – ha detto un passaggio dell’omelia l’arcivescovo – che non ha paura di aggiustare quello che sembra sbagliato. E se debbo chiedere, come ogni anno, un impegno a me stesso e a tutti, vorrei chiedere il dono della pazienza, che ci aiuti a sapere aspettare, a non etichettare subito, a non esigere risposte compulsive, ma a guardare oltre lo spazio perché solo nel tempo cresce quello che il seme già contiene. E’ la tanta pazienza di Gesù, contadino che vuole la sua vigna dia frutti>.

<La Chiesa non è mai di una parte – ha detto ancora – perché sarà sempre e solo dalla parte della persona, forte e libera dell’amore di Cristo, portico che unisce la Madre alla città degli uomini, perché possiamo riconoscere nell’altro il nostro prossimo. Restauriamo le relazioni con le persone e tra di esse con la pazienza, l’ascolto e gli umanissimi sentimenti del Vangelo, come Gesù al pozzo che avviò un dialogo impossibile con una donna samaritana!>.

Luca Tentori

Qui il testo completo dell’omelia del Te Deum 

La fotogallery del Te Deum (foto di Antonio Minnicelli)

 

Facebooktwittermail