L'omelia dell'Arcivescovo per il Mercoledì delle Ceneri

Anche nelle avversità Dio ci mostra il suo amore

Una rappresentanza di fedeli ha partecipato alla Messa in Cattedrale

BOLOGNA – “Viviamo giorni difficili, segnati dalla paura e dalla incertezza. Ci auguriamo che davanti alle avversità gli uomini non litighino tra loro, come i famosi capponi di Renzo, ma scelgano di aiutarsi mettendo da parte quanto ci può dividere e combattendo il divisore, perché il bene comune sia l’unica preoccupazione che coinvolga tutti. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno e questa è l’unica preoccupazione della Chiesa, che sta solo dalla parte delle persone ad iniziare dai più deboli!”.

Sono le parole iniziali dell’omelia che l’arcivescovo ha pronunciato in cattedrale per il Mercoledì delle Ceneri. La celebrazione, che segna l’inizio del tempo quaresimale in preparazione alla Pasqua, è stata presieduta dal cardinale Matteo Zuppi di fronte a una piccola rappresentanza di fedeli in queste giornate segnate dall’emergenza per la diffusione del Coronavirus. E proprio a questa situazione ha fatto riferimento nel proseguire l’omelia: “Capiamo che ci si salva solo insieme e non scappando ascoltando il ‘salva te stesso’ che la paura e l’egoismo suggeriscono al nostro istinto. Sono giorni che rivelano quanto siamo deboli, come sempre in realtà ma anche come facciamo finta di non essere. Abbiamo paura di qualcosa che non si vede, che può arrivare da chiunque, che può renderci tutti nemici potenzialmente oppure tutti solidali gli uni con gli altri. L’altro non deve essere mai un nemico, ma un alleato o qualcuno da aiutare. Un piccolo virus fa lo sgambetto alla nostra onnipotenza e con questa cadono anche tante sicurezze”.

“La Quaresima non mette paura – ha proseguito -, anzi, ci libera dalla paura perché aiuta a trovare quello che ci serve e la vera forza che ci protegge. Dio, poi, non castiga e non manda castighi, ma nelle avversità – il male è sempre frutto del male – mostra tutto il suo amore e con le sue mani trafitte prende le nostre mani per aiutarci a pregare, per guidarci nel cammino, per risorgere con Lui. Il Signore non vuole che ci arrendiamo al male o accettiamo il deserto ma lo trasformiamo in un giardino, a cominciare dal nostro cuore. Gesù libera dalla paura, non la mette!

Nel corso dell’omelia l’arcivescovo si è poi soffermato sul significato penitenziale della Quaresima e delle opere che la caratterizza: preghiera, digiuno e carità.

La Messa è stata trasmessa in diretta su E’Tv Rete7 e Radio Nettuno e via streaming nei rispettivi siti internet

 

Qui il testo integrale dell’omelia

 

La galleria fotografica

 

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