110 anni fa il primo numero

Bollettino diocesano, nuova vita sul web

"Uno strumento per far crescere lo spirito di famiglia nella vita diocesana"

A partire dal primo numero del 2019, il Bollettino diocesano viene pubblicato in formato digitale, per essere visionabile e scaricabile da tutti direttamente dal sito dell’Arcidiocesi. La tradizionale pubblicazione del Bollettino non viene quindi interrotta, ma continua ad accompagnare la vita della Chiesa di Bologna adeguandosi ai tempi e ai nuovi mezzi di comunicazione.

Il primo numero uscì il 4 ottobre 1910, 110 anni fa, su impulso diretto dell’arcivescovo e futuro papa Giacomo Della Chiesa. Già da tempo i vescovi sfruttavano le potenzialità della stampa per diffondere editti e notificazioni che i parroci erano tenuti a conservare e a cui dovevano attenersi. Il Bollettino rispondeva in maniera aggiornata alla necessità di rendere noti i documenti del magistero ecclesiastico, offrendo inoltre informazioni di carattere amministrativo, economico, liturgico, storico, sociale, culturale. Soprattutto però, Della Chiesa concepiva il periodico come uno strumento per far crescere lo spirito di famiglia nella vita diocesana; lui stesso lo definì: «un modo facile di comunicare con quei figli dai quali vivo abitualmente lontano».

Con tali finalità, le rubriche del Bollettino erano numerose e variegate, per supplire alla mancanza di altri mezzi di comunicazione e formazione, mentre fra le pagine si scorgevano inserti pubblicitari appositamente pensati per una categoria specifica di lettori: venditori di abiti per il clero, fornitori di cera per candele, fonditori di campane. L’alternarsi dei Vescovi e dei redattori determinò spesso la sostituzione di alcune rubriche, per restare al passo coi tempi, ma i contenuti non sembrano evidenziare eccessive variazioni.

Le vicende delle due guerre non incisero sensibilmente sulle pubblicazioni, che infatti non furono interrotte, mentre la cadenza del Bollettino variò per molto tempo alternativamente fra trimestrale, mensile e bimestrale. La stagione conciliare e postconciliare portò a un’evoluzione delle rubriche e dei contenuti sempre più veloce, giungendo a una relativa stabilità soltanto negli ultimi due decenni del Novecento.

Al compimento del primo secolo apparve sul Bollettino una nota redazionale in cui si evidenziava come l’Arcidiocesi «guarda la strada percorsa e custodisce i doni ricevuti dalla propria storia rinnovandoli e adeguandoli alle necessità attuali». Si adottò pertanto la redazione trimestrale, che vige tuttora, identificando con chiarezza «la funzione giuridica e di documentazione storica» del Bollettino, in vista di una fruizione dei documenti di lunga durata. Infine, fu rinnovata la veste grafica, paragonando efficacemente il periodico a una signora che, «dopo una certa età, non ci tiene che dall’aspetto esteriore si vedano subito tutti i suoi anni…».

Nel corso della sua lunga vita il Bollettino ha avuto e mantiene tuttora un’indiscutibile utilità giuridica e amministrativa, ma poiché è stato concepito per una fruibilità a lungo termine dei documenti pubblicati, numerose sono già state le opere storiche che se ne sono giovate. Si segnalano, fra le tante, gli importanti volumi della Storia della Chiesa di Bologna (frutto del Congresso Eucaristico Nazionale del 1997) e le non poche ricerche dedicate a Vescovi bolognesi del Novecento (in particolare Nasalli Rocca e Lercaro) che, non potendo ancora avvalersi della documentazione originale per motivi di riservatezza, hanno trovato nel Bollettino uno strumento imprescindibile e affidabile.

Simone Marchesani, archivista

(Articolo che comparirà sul prossimo numero di Bologna Sette)

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