La prima assoluta in San Petronio

«Cantus Bononiae», una Messa composta per il Patrono

La celebrazione, presieduta dall'Arcivescovo, si è svolta mercoledì 3 novembre nel massimo tempio cittadino

Mercoledì 3 novembre il cardinal Zuppi ha presieduto l’Eucaristia accompagnata da una composizione inedita.

Il «Cantus Bononiae» ha risuonato nel massimo tempio cittadino durante la «Missa Sancti Petroni» celebrata nella serata di mercoledì 3 novembre dal cardinale Matteo Zuppi nella basilica del Patrono. La Messa, composta da Marco Taralli da un’idea dell’Associazione culturale «Messa in musica» e in collaborazione col Teatro Comunale di Bologna, è stata accompagnata dall’orchestra, coro e coro di voci bianche del Comunale diretto da Antonino Fogliani e dalla maestra del coro Gea Garatti Ansini. Baritono Simone Alberghini, Mezzosoprano Veronica Simeoni.

Il rito è stato preceduto dai saluti di Annalisa Lubich, presidente di «Messa in musica», seguiti da quelli del sindaco Matteo Lepore e dal sovrintendente del Teatro Comunale Fulvio Macciardi, con il Vicario generale per la sinodalità dell’Arcidiocesi di Bologna, mons. Stefano Ottani. Queste le sue parole:

«Sono lieto di esprimere il plauso e il ringraziamento dell’Arcidiocesi di Bologna per la Messa votiva in onore di S. Petronio del maestro Marco Taralli, eseguita dall’orchestra e dal coro del Teatro comunale di Bologna.

S. Petronio è patrono della Chiesa e della Città di Bologna, per la sua opera di edificazione spirituale e civile della nostra città (a lui la tradizione attribuisce il disegno della pianta di Bologna, ispirata alla città santa che scende dal cielo, descritta nell’Apocalisse: “Cinta da mura con dodici porte …”).

Questa convergenza si rispecchia non solo nell’armonia della musica creata dal M° Taralli, ma in tutto il percorso creativo che ha coinvolto la Curia (l’Ufficio liturgico), il Comune (Teatro comunale), la società civile (gli sponsor), gli artisti (poeta Davide Rondoni), insieme ai campanari, alla basilica di S. Petronio … Così questa Messa diventa un progetto di società, da costruire insieme.

Elemento caratterizzante dell’opera è la contemporaneità. Una contemporaneità radicata nella tradizione musicale (i grandi maestri della cappella musicale di S. Petronio) e decisamente inserita nell’oggi: è la attuale liturgia, rinnovata dalla riforma del Concilio ecumenico Vaticano II (di cui il cardinale Giacomo Lercaro è stato uno dei grandi promotori).

È una vera Messa, non un concerto, presieduta dall’Arcivescovo, espressione piena della Chiesa, nella sua forma più significativa nella celebrazione dei “santi misteri”.

Così arte e fede, presente ed eternità, si fondono per offrirci una esperienza integrale dell’uomo e della storia. È un buon esempio che desideriamo si diffonda e generi uno stile sinodale, camminando insieme per l’armonia e il bene comune».

Qui l’omelia del cardinale Matteo Zuppi

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