Arte e spiritualità

Il santuario di San Giuseppe a Bologna

La guida dei frati cappuccini al convento e alla chiesa

Bologna è la prima città occidentale ad aver dedicato a San Giuseppe una chiesa.

Sorgeva in via San Giuseppe (una traversa di Indipendenza). Attualmente il titolo è stato trasferito al Santuario fuori porta Saragozza, retto dai Padri Cappuccini. L’omonima via del centro cittadino, così chiamata fin dal XIII secolo, vede al numero 6 l’antica chiesa oggi chiusa al culto.

Questa edificio sacro cambiò il titolo con quello di Santa Maddalena nel 1556, quando subentrarono le monache domenicane dette appunto della Maddalena. In questa via era anche la chiesa della compagnia di San Giuseppe, con l’Ospitale dei Vecchi Settuagenari, eretta con questo nome ed in questa via nel 1576. Le origini del convento risalgono al 1254, prima come dimora de monaci Cluniacensi, poi delle suore Agostiniane e infine Domenicane.

Nel 1566 ne presero possesso i Servi di Maria, con relativo trasferimento del titolo della chiesa, diventando appunto dedicata a San Giuseppe. Negli ultimi anni del XVIII secolo, in seguito all’occupazione napoleonica, il convento andò incontro a varie traversie, finché la legge di soppressione generale degli Ordini religiosi (1810) pose termine alla vita della comunità religiosa. La chiesa fu riaperta al culto nel 1873, mentre per il riacquisto di tutto il convento fu completato solo nel 1892. Nel 1943, la chiesa venne elevata a Santuario. A guidarci nel convento e nella chiesa di San Giuseppe il superiore padre Ivano Puccetti.

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