Ecumenismo

La Cattedrale di Gesso

Sarà il punto di riferimento per le parrocchie Moldave ortodosse presenti in Italia sotto il Patriarcato di Mosca

ZOLA PREDOSA – Passerà forse alla storia, la prima domenica del 2020, il giorno in cui un chiesetta appoggiata alle prime colline bolognesi è diventata Cattedrale: si tratta di Santa Maria di Gesso, la storica chiesa rimasta isolata rispetto all’abitato, in un piccolo borgo a monte di Zola Predosa, dove il Vescovo ortodosso Ambrozie Monteanu ha celebrato la prima Divina Liturgia, presenti numerose famiglie con tanti bambini.

La diocesi bolognese ha infatti messo a disposizione del presule questo edificio sacro, perché possa svolgervi la missione liturgica e pastorale per le parrocchie moldave esistenti in Italia, sotto la giurisdizione del Patriarcato ortodosso di Mosca. La Chiesa di Santa Maria di Gesso da tempo non veniva più utilizzata dalla parrocchia locale, perché tutte le attività liturgiche e pastorali si svolgono nella Chiesa di San Tommaso, edificata nel 1995 all’interno del centro abitato e diveniva sempre più difficile assicurarne l’apertura e la manutenzione.

Dopo alcuni anni, la Chiesa ha così riaperto le sue porte, elevata al rango di Cattedrale, perché sede di un Vescovo, che ha voluto mantenere intatta la dedicazione alla Natività della Madre di Dio. Con un vorticoso passaparola, in pochissime ore, numerosi fedeli ortodossi si sono convocati per pulire l’elegante aula liturgica, con le sue pregevoli decorazioni settecentesche e renderla ospitale per la prima solenne Liturgia, che arriva proprio all’antivigilia del Natale, secondo il calendario giuliano. L’intenzione del Vescovo Ambrozie è quella di stabilirvi non solo la sede della sua diocesi che conta una cinquantina di Parrocchie, soprattutto nell’Italia centro-settentrionale, ma anche una comunità monastica, che sia una presenza orante in questa casa di Dio, che possa restare aperta e accogliente per tutti. È stato gettato un piccolo seme di amicizia e di fraternità tra cattolici e ortodossi che crescerà sulle dolci colline di Gesso.

Andrea Caniato

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