Ucraina

La testimonianza di don Moreno Cattelan (Opera don Orione) da Leopoli

Una carità testimone di speranza

BOLOGNA – Ai nostri microfoni la testimonianza di don Moreno Cattelan, religioso orionino a Leopoli in Ucraina.

È sereno don Moreno Cattelan, sacerdote orionino che opera a Leopoli, in questi giorni di guerra tremenda in Ucraina. Lo abbiamo contattato in una videointervista per il settimanale televisivo 12Porte. Ha una serenità provata dalla fatica e dalla paura, ma sorretta dalla fede di un sacerdote che indica a quanti incontra la luce della risurrezione. Una luce che si perde nel fumo delle bombe e sembra essere contro ogni speranza. Ma lui la testimonia comunque. Ha scelto di rimanere in Ucraina accanto alla sua gente. Ha portato in salvo, all’estero, i disabili che ospitava al Piccolo Cottolengo e ora si è concentrato, con i suoi confratelli, ad aiutare le famiglie che chiedono aiuto, rifugiate nel seminario ora diventato casa di accoglienza.

A Bologna la Congregazione di don Orione è presente nella parrocchia di San Giuseppe Cottolengo che è costantemente in comunione di preghiera e solidarietà con i confratelli e le consorelle orionine in Ucraina. «Sono da poco rientrato dalla frontiera con l’Ungheria – spiega don Cattelan – dove ho accompagnato 22 bambini con le mamme. Lì un pullman della comunità di don Orione li ha accolti e li ha portati a Tortona e a Fano presso le nostre case in Italia. Con la nostra Congregazione organizziamo questi viaggi da Leopoli fino alla destinazione che ci viene indicata».

Un carisma e una missione che è cambiata con l’arrivo della guerra? «No – prosegue – perché lo spirito di don Orione ci ha insegnato a tenere le porte e le braccia aperte a tutti. Ma quello che sta succedendo qui ci ha cambiato la vita: non tanto perché devi riorganizzare il tuo orario di preghiera e di lavoro in seminario, ma perché ti cambia radicalmente dentro. Per cui senti prima la paura, ma poi anche la forza di rimanere con questo popolo».

La terribile guerra in corso è molto sentita in Italia perché moltissimi ucraini, sopratutto donne,  sono presenti nelle nostre famiglie. «Aiutateci prima di tutto con la preghiera, con tanta preghiera – prosegue-. C’è poi una rete di solidarietà enorme in Italia. Per esempio: abbiamo lanciato un appello per cercare dei pullman dall’Italia per arrivare alla frontiera con la Romania e l’Ungheria, e abbiamo ricevuto l’adesione di 150 pullman! Poi ci si può mettere in contatto con i nostri centri di accoglienza per le necessità primarie».

«Papa Francesco – conclude don Moreno Cattelan –  nell’Angelus di domenica scorsa, diceva: “Ho il cuore straziato”. Anche il mio cuore è straziato, perché queste immagini le sto vedendo con i miei occhi e vivendo sulla mia pelle, per cui chiedo il dono di questa pace che sicuramente verrà. Io non so che giorno sia oggi, non so neanche che ora sia perché in questi contesti perdi anche la cognizione del tempo. Ma sono sicuro che il terzo giorno Lui risorgerà: questa la convinzione che ho nel cuore e la speranza che ho per questo popolo che amiamo. Ho salutato i miei bambini dicendo: “Ciao ragazzi! Fra una settimana ritornerete in Ucraina!”. E una mamma vicino a me ha aggiunto: “Fra tre giorni”. Ecco il sentimento con il quale viviamo, con il terrore degli allarmi, ma soprattutto con questa grande speranza, che fra tre giorni il Signore risorgerà e la pace tornerà».

Luca Tentori

La Congregazione di don Orione, presente a Bologna nella parrocchia di San Giuseppe Cottolengo, è unita con la preghiera e la solidarietà ai confratelli e consorelle che erano presenti a Kiev, Leopoli, Kharkiv e Korotycz con opere di evangelizzazione e carità.

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