La Messa di Zuppi per la pace

Afganistan, «Chiamati ad essere artigiani di pace»

Nella parrocchia di Sant'Antonio di Savena la testimonianza di alcuni profughi da tempo in Italia

Martedì 31 agosto l’arcivescovo ha presieduto nella parrocchia cittadina di Sant’Antonio di Savena una Messa per la pace in Afganistan e per la sua popolazione così duramente provata.

Prima della celebrazione hanno portato la loro testimonianza alcuni profughi afgani da tempo ospitati in Italia nella parrocchia di Sant’Antonio di Savena guidata da don Mario Zacchini.

«Preghiamo per quella persona che è l’Afghanistan, – ha detto in un passaggio dell’omelia l’arcivescovo – che non è padrone di sé, posseduto dal demone della violenza, della guerra, dell’umiliazione della persona, della mancanza dell’elementare attenzione e venerazione dell’altro, chiunque esso sia, perché sia liberato e restituito a se stesso. Dio vuole liberare gli uomini dalla violenza, da ogni spirito di divisione, compreso quello inodore dell’indifferenza. Cerchiamo risposte concrete, come corridoi umanitari o campi davvero protetti che permettano alle famiglie – donne, uomini e bambini – di avere una possibilità, e sicurezza, protezione».

«Cosa possiamo fare? – si chiede ancora il cardinale Zuppi -. La pace è sempre artigiana e siamo chiamati tutti ad essere artigiani e tutti lo possiamo essere. E se non costruiamo pace cresce la divisione. Le piccole risposte rappresentano la scelta di non restare al buio, di accendere luci che indicano anche, a chi cerca per davvero la pace, qual è la direzione. Il totalitarismo talebano ci spinge ad avere consapevolezza e fiducia nella libertà e nell’umanesimo che viviamo e a condividere un dono che talvolta non comprendiamo appieno o addirittura rischiamo di sciupare. La preghiera è la prima cosa da fare. E possiamo farla con autorità, perché l’amore del Signore è più forte del male».

Vedi qui il testo completo dell’omelia

Qui il video integrale dell’omelia

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