Zuppi a Madrid

Evangelizzare la grande città

Intervento all'Universidad San Damaso

MADRID – L’Università ecclesiastica San Damaso e l’Arcidiocesi di Madrid hanno invitato il Cardinale Matteo Zuppi ad intervenire alle giornate di aggiornamento pastorale per i sacerdoti sul tema: “Evangelizzare la grande città”. L’Arcivescovo è intervenuto ad un dibattito a più voci con il Cardinale Carlos Osoro di Madrid e con il Cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston.

“Qualcuno si domanda, ha detto Zuppi, quando la Chiesa smetterà di essere un ospedale da campo: ma il mondo è una emergenza permanente. A volte pensiamo di essere gli unici sopravvissuti del passato e ci crediamo soldati di una battaglia contro un mondo che non crede”. Da qui l’appello a impegnarsi a partire dall’amore e dalla verità: la verità ha bisogno dell’amore e viceversa. Non si possono separare. Senza amore, la verità diventa fredda, impersonale, oppressiva per la vita concreta della persona, come afferma Lumen fidei.

Zuppi ha stigmatizzato l’atteggiamento dei profeti di sventura, intrappolati nella tentazione apocalittica che vede solo rovine e problemi. In una società secolarizzata, il cardinale afferma che non basta dire che la pecorella si è allontanata: bisogna sentire la mancanza della pecorella perdita: Loro sono nostri, ha detto ancora il presule. 

Sul problema delle grandi aree metropolitane, l’arcivescovo ha affermato che la città deve concepirsi come una totalità, per cui deve svilupparsi una pastorale adeguata a partire dalla contemplazione. In questo mondo ci sono troppe isole, ma l’uomo non può essere un’isola nonostante tutti i dispositivi elettronici facilitino l’isolamento digitale. Il cristianesimo è una forza di comunione, in mezzo a tanto isolamento. 

Il vero discepolo, ha proseguito, non può girare attorno a se stesso, ma solo attorno all’altro. Per questo è necessario chinarsi e avere cura dell’altro nei nuovi areopaghi: dai centri commerciali alle università. Più che amministratori, i preti devono essere architetti di comunità per creare luoghi e spazi di accoglienza per l’uomo che vive isolato nella città, ha concluso il Cardinale, ricordando l’analisi di Francesco nel discorso alla Curia romana dello scorso dicembre, per il quale la cristianità in quanto tale è finita e sono altri i produttori di cultura. 

Vedi la registrazione dell’intervento in spagnolo

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