12-15 dicembre 2019

Il racconto della visita a Calderara e Sala Bolognese

Una Zona nuova, grande e in crescita

BOLOGNA – “Una zona pastorale nuova, grande, in crescita”: così qualcuno ha definito il cammino delle comunità cristiane di Calderara e Sala Bolognese:

territori provenienti addirittura da vicariati diversi che si sono trovate accomunate in modo inedito nel percorso della zona e che hanno ricevuto la visita del Cardinale Arcivescovo. Sono territori provenienti da Vicariati diversi, che si sono trovati accomunati in modo inedito nel percorso della Zona. Dai limiti dell’aeroporto «Guglielmo Marconi» verso la città, fino a minuscoli villaggi di campagna. Il comune di Calderara di Reno con Longara, Sacerno e San Vitale di Reno; il comune di Sala Bolognese, con il capoluogo Padulle, poi Bagno di Piano, Bonconvento e Osteria Nuova. «La nostra Zona si articola tanto nella campagna quanto nella vita dei centri industriali, e non si puù trascurare la presenza dell’aeroporto cittadini – spiega il moderatore don Marco Bonfiglioli –, che porta la presenza di persone che restano sul territorio per tempi limitati».

Si tratta complessivamente di comunità di antichissima origine e carichi di storia. A partire da Sacerno, dove nel 43 avanti Cristo, Ottaviano, Marco Emilio Lepido e Marco Antonio si divisero il mondo, dando vita al triumvirato; Longara che deve il suo nome ai Longobardi, o Sala Bolognese con la sua medievale pieve romanica. Recentissimo è invece il cammino comune come Zona, dato che alcune delle comunità oggi riunite verteva sul Vicariato di San Giovanni in Persiceto – Castelfranco e altre su quello di Bologna ovest. «Tante novità che hanno portato, fra l’altro, anche a ripensare alla presenza dei laici nelle nostre comunità – spiega don Bonfiglioli –. Lo abbiamo fatto a partire dalla condivisione di diverse responsabilità, anche alla luce delle dimensioni della Zona e dell’impulso con la quale cresce». Camminare insieme significa, anche per i sacerdoti, una chiamata forte alla corresponsabilità e alla condivisione pastorale, ma anche un modo nuovo di rapportarsi alle componenti laicali valorizzando i tanti doni presenti. «E’ stato bello vedere come, sin dall’indizione della Visita pastorale, tutti abbiano portato il loro contributo per preparare adeguatamente questo momento – commenta Massimo Melli, presidente della Zona –. Questo ha portato, anche per noi, alla conoscenza e alla collaborazione con tante realtà del territorio, a partire dalle parrocchie e da coloro che ne curano la vita. Si è trattato – ha concluso – di una scoperta delle altrui ricchezze e della loro messa in comunione».

Momenti di convivialità e di ascolto, celebrazioni solenni e piccoli momenti di preghiera: le realtà del territorio, amministrazioni, scuole, centri sportivi, centri sociali, circoli anziani, case famiglia, le Caritas parrocchiali si sono trovate unite come unica comunità cristiana che ama farsi carico del territorio per portarvi la presenza di Dio e la speranza del Vangelo. «Come giovani, ci siamo occupati della preparazione della Veglia. Lo abbiamo fatto noi educatori insieme coi nostri ragazzi – spiega la referente per questo settore, Elisa Ferrari – aiutati anche dai gruppi Scout . Un bel momento di lavoro comune e condivisione che, come risultato finale, ha dato vita non solo ad una bella serata ma anche ad una preghiera».

La Visita ha rappresentato una «prima volta» anche per l’incontro con le componenti islamiche del territorio, nate dalla recente immigrazione, che è stata occasione per manifestare rispetto e volontà di amicizia reciproca. «Mi auguro che quei giorni abbiano rappresentato un punto di non ritorno – confida don Bonfiglioli –. Un’autentica ripartenza per tutti coloro che abitano questa Zona, a partire da una sensibilità nuova».

Andrea Caniato

Marco Pederzoli

 

Galleria fotografica

CREDITS video e foto: Roberto Bassi, Teresa Battistini, Davide Casamento, Davide Fini, Daniele Ghelli, Ornella Lazzaretti, Salvatore Lumia, Mirko Matera, Stefano Molini, Flavio Tumidei, Stefano Valentini. Coordinamento: Massimo Melli.

 

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