L'incontro con l'Arcivescovo

Il racconto della Visita Pastorale nel Centese

Il viaggio nei Comuni di Pieve di Cento e Castello d'Argile è durato dal 4 al 6 giugno

Le visite pastorali dell’Arcivescovo alle Zone pastorali sono riprese dal Vicariato di Cento che, con Pieve comprende anche il Comune di Castello d’Argile.

Il Comune di Pieve non ha frazioni e quindi tutti i suoi residenti sono da sempre raccolti attorno all’unica parrocchia che ha radici storiche antichissime, la Pieve, appunto, già attiva nell’ottavo secolo come centro di irradiazione dell’evangelizzazione per il territorio oggi chiamato “Centopievese” e sorgente, con il suo unico battistero, della vita sacramentale.
Il veneratissimo Crocifisso, custodito nella Chiesa collegiata, insieme ad opere del centese Guercino e della sua scuola, sono il simbolo delle profonde tradizioni di fede e di partecipazione sociale.
Anche Argile ha una storia antichissima, con il suo nome che deriva dalle argille fluviali, già conosciute in epoca romana e il castrum del 14mo secolo che lo rese luogo strategico del territorio bolognese e con la chiesa ottocentesca dedicata a San Pietro come la Cattedrale, che conserva tracce trecentesche di un affresco di Simone de Crocifissi.
Il Comune di Castello d’Argile, dalla vocazione prevalentemente agricola, oltre al capoluogo ha la frazione di Venezzano o Mascarino, che costituisce una parrocchia più piccola come numero di abitanti, caratterizzata dalla impressionante chiesa parrocchiale: unica nel suo genere, costruita in quarant’anni da un solo muratore con il parroco, in stile neo-gotico, è il primo edificio sacro per il quale è stato usato il cemento.
Un territorio fortemente caratterizzato dall’agricoltura, con le ampie estensioni bonificate nel corso dei secoli e la Partecipanza di Pieve che riserva al Crocifisso la prima quota annuale e le numerose aziende che oggi si stanno ripensando sempre di più in termini di sostenibilità ambientale, diversificazione e promozione del territorio. «Durante la sua permanenza con noi l’Arcivescovo ha voluto incontrare i sindaci del territorio – ha spiegato Marco Querzola, presidente della Zona pastorale -. L’appuntamento si è tenuto nella sala del Consiglio comunale di Pieve di Cento, dove si è trattato prevalentemente dei problemi legati alla pandemia. Adesso si tratta di trovare insieme le energie per ripartire. In questo il ruolo delle Amministrazioni comunali e della Zona pastorale potrà essere di fondamentale importanza».
Tre parrocchie, dunque, rispettivamente di 7000, 4500 e 1500 abitanti, con tre parroci, di età differenti: don Fortunato Ricco (71 anni a Venezzano), don Angelo Lai (67 anni a Pieve),  don Giovanni Mazzanti (42 anni a Castello).
Tre comunità, dunque, con tre preti: qui appare più evidente che altrove come la zona pastorale non nasca dalla necessità numerica di unire e integrare le forze, ma piuttosto dalla consapevolezza che la comunione è il vero motore della missione.
«Ciò su cui vogliamo lavorare nel prossimo futuro – ha affermato don Angelo Lai, moderatore della Zona pastorale – è il ripensarci insieme soprattutto per quanto riguarda i nostri giovani, ma anche in termini di catechesi per li adulti. È certo che questa Visita del cardinale sarà un punto di svolta per la pastorale dei prossimi anni mentre, al momento, ci vogliamo impegnare nel rinnovare nella nostra gente quella certezza nella fede che il lockdown ha in parte messo in crisi».
I momenti più corali e solenni della visita sono stati vissuti nella parrocchia più piccola che ha messo a disposizione i suoi ampli spazi verdi per ospitare, nel massimo rispetto delle precauzioni sanitarie, la celebrazione della Confermazione di un centinaio di ragazzi e la Messa solenne della domenica, che ha visto le tre comunità unite celebrare il Corpus Domini. «Pensarsi insieme non vuol dire diventare uguali – ha scandito il cardinale arcivescovo nel corso dell’omelia. Significa, invece, mettere in comunione con gli altri i propri doni. Siamo chiamati ad essere uniti e a vivere con gratuità perché affamati d’amore e bisognosi l’uno dell’altro».
La visita pastorale è per il Cardinale una vera full immersion dalle lodi mattutine celebrate insieme ai sacerdoti e ai fedeli, agli incontri istituzionali con gli amministratori della zona, alle scuole materne, alle istituzioni caritative, come la casa accoglienza il Ponte, la Casa dell’Opera Marella, il circolo MCL di Mascarino, la pro loco di Pieve, le società carnevalesche. Non sono mancati i momenti di ascolto della parola di Dio, con la condivisione della Lectio Divina sulla parabola del seminatore e i momenti di riflessione e di prospettiva pastorale, attraverso gli incontri con le commissioni catechesi, pastorale giovanile, liturgia e carità.
Ma anche tanti incontri informali, sorprendenti, per la strada, al mercato, nei negozi, con gli ammalati, al centro vaccinale.
Momento particolarmente significativo, che apre preziose prospettive di dialogo nel territorio,  anche l’incontro con la comunità islamica sui temi dell’enciclica “Fratelli tutti”.
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