1° gennaio, Giornata per la Pace

«La cultura della cura come percorso di pace»

La riflessione di Don Matteo Prodi sul Messaggio del Papa

BOLOGNA – Il 1 gennaio 2021 si celebra la 54a Giornata per la Pace dal titolo: «La cultura della cura come percorso di pace». La riflessione di don Matteo Prodi sul messaggio del Papa.

Siamo arrivati alla 54a Giornata mondiale della pace, un lungo cammino dal 1968, anno del discorso, a Bologna, del cardinal Lercaro, rilanciato dal Papa nel 2017: la via/vita della Chiesa è la profezia, in particolare la profezia della pace. E’, quindi, la pace annuncio degli uomini di Dio che indicano i cambiamenti di rotta in base alla bussola che la Parola rivelata ci indica.

Nella pandemia del Covid-19 il cuore della bussola per una rotta veramente umana è la parola cura. Nella Bibbia vi è un itinerario dal comando di coltivare e custodire la terra alla fratellanza distrutta da Caino: “sono forse io il custode di mio fratello?” (Gen 4,9). Il centro del messaggio di quest’anno è il rapporto con ciò che è esterno a me: lo uso o lo porto a fioritura? Lo elimino come ostacolo o lo accolgo come dono da far crescere?

Davanti all’essere più simile e più diverso da sé (la donna) Adamo reagisce con una esplosione di gioia e col desiderio di offrirsi in dono, lasciando casa propria per andare dalla moglie, invertendo ogni logica del tempo. La radice della pace è scoprire l’altro, il diverso talmente bello da desiderare che fiorisca, per un mondo di fratelli nella giustizia e nella pace.

Ma siamo ancora immersi in una storia piena di contraddizioni: anche nella emergenza sanitaria “accanto a numerose testimonianze di carità e solidarietà, prendono purtroppo nuovo slancio diverse forme di nazionalismo, razzismo, xenofobia e anche guerre e conflitti che seminano morte e distruzione” (Messaggio n° 1).

Abbiamo davvero bisogno di una nuovo cultura, di un modo nuovo cioè di far crescere l’uomo e l’umanità: è la  “cultura della cura per debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro, oggi spesso prevalente” (Messaggio n° 1).

Ed è una cultura che nasce dal prendere a cuore, sentire come proprio ogni battito di vita che è attorno a noi, proveniente da ogni creatura di Dio Padre. Per questo il papa ci ricorda l’avvicinarsi, il rendersi prossimo che il Vangelo ci ha consegnato nella pagina che mostra come Gesù sia il Buon Samaritano che si china sull’uomo ferito, medica le sue piaghe e si prende cura di lui (cfr Lc 10,30-37; Cfr. Messaggio n° 4).

In questo 1° gennaio 2021 ci offre anche “la “grammatica” della cura: la promozione della dignità di ogni persona umana, la solidarietà con i poveri e gli indifesi, la sollecitudine per il bene comune, la salvaguardia del creato” (Messaggio n° 6).

Di questo il Papa ci invita ad essere profeti e testimoni, iniziando un processo di educazione alla cura cominciando in famiglia, poi nelle scuole e università, aiutati dai seguaci di ogni religione e da quelli che possono contribuire alla crescita delle persone.

“Non cediamo alla tentazione di disinteressarci degli altri, specialmente dei più deboli, non abituiamoci a voltare lo sguardo, ma impegniamoci ogni giorno concretamente per formare una comunità composta da fratelli che si accolgono reciprocamente, prendendosi cura gli uni degli altri” (Messaggio n° 9).

Don Matteo Prodi

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