"State a casa. Se mi sono adattato io, potete farlo anche voi"

L’appello di Salvo, carabiniere con la Sla

Le parole dal suo letto dove vive da anni

PIANORO – Ha compiuto 60 anni lo scorso 20 gennaio, ed esattamente la metà li ha trascorsi nell’Arma dei Carabinieri. Per vent’anni Salvatore Caserta, per tutti “Salvo”, è stato in servizio nella radiomobile di Bologna col grado di Brigadiere capo, fino al 2010.

Un anno prima la diagnosi, terribile, di sclerosi laterale amiotrofica più nota come “Sla” L’amore per la vita e per la moglie Milena Fiorini, insieme alla fede, lo conducono ogni giorno – benché paralizzato in un letto – ad apprezzare ciò che ha e a rivolgere, in questi giorni così particolari, un appello a tutti noi: “state a casa”.

“Vi chiedo con tutto il cuore di stare in casa, per il vostro bene: se mi sono adeguato io, anche voi potete fare un sacrificio per un tempo breve”. E’ questo il cuore del forte appello di Salvo non solo a chi trasgredisce le regole, ma anche a quanti – come forse è normale – tendono a dare per scontate e quindi a non sfruttare le potenzialità del proprio corpo sano.

Salvo è anche autore di un libro dall’emblematico titolo di “Salvo l’amore – Il mio cammino con la Sla”, edito da Shalom. “Uno strumento per raccontare una vita autentica, nonostante la sofferenza. – ci spiega la moglie Milena -. Abbiamo fatto diversi incontri, sempre molto affollati, anche alla presenza di persone che sponsorizzavano il finevita. Eppure, alla fine, diventa sempre evidente come sia l’amore, dato e ricevuto, a rendere la vita comunque apprezzata e desiderata. Il 20 gennaio scorso, proprio il giorno del compleanno di Salvatore, è stata anche inaugurata un’Associazione – anch’essa di nome “Salvo l’amore – Amici di Salvo Aps” ( www.salvolamore.it ) – con lo scopo primario di “creare una cultura, una sensibilità e accoglienza alla vita, di sostegno alle difficoltà di vivere”.

“Molta gente capisce solo ora cosa sta vivendo mio marito da anni – commenta Milena, alludendo all’attuale situazione di emergenza sanitaria -. Mi dicevano, con una pacca sulla spalla, “stai su!”. Adesso ci sentiamo uguali agli altri. Non siamo piu noi gli stranieri: lo sono coloro che – purtroppo – ora sperimentano la nostra quotidianità. E’ strano a dirsi, ma il dover stare a casa per lavorare per me è addirittura vantaggioso – continua Milena -. In questo modo posso vivere mio marito in pienezza e non solo alla sera, stanca dopo una giornata trascorsa in ufficio davanti al computer”.

Poi la fede. Quella che da sempre ha accompagnato il giovane Salvatore, originario di Maletto, a due passi dall’Etna. Una devozione soprattutto mariana e che, fra l’altro, lo ha portato per ben due volte pellegrino a Lourdes. “Preghiamo e chiediamo preghiera – commenta Milena – . Aveva chiesto alla Madonna una sola grazie per sé, quella di conservare la voce. Non è stato ascoltato. La rabbia c’é stata ma, soprattutto, resta la speranza”.

Marco Pederzoli

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