Covid-19

Giuliana, il ricordo del marito e la forza della fede

La testimonianza, dopo l'improvvisa morte di Giorgio, è stata proposta anche ai «Mercoledì di Quaresima» guidati dal cardinale

SAN GIORGIO DI PIANO – Dopo l’improvvisa morte di Giorgio, a causa del Coronavirus, la signora Monti-Bonora ha condiviso la sua esperienza segnata dal lutto ma anche dalla speranza raccontandola ai «Mercoledì di Quaresima» con l’arcivescovo.

Giuliana Monti, di San Giorgio di Piano, è la moglie di Giorgio Bonora scomparso nelle scorse settimane in seguito ad un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute dopo aver contratto il Covid. Nell’appuntamento col Mercoledì di Quaresima del 17 marzo scorso ha portato la sua testimonianza.

«Siamo rimasti sconcertati, anche perché non ce l’aspettavamo – ricorda Giuliana -. Giorgio era una persona molto vitale, lavorava, amava la bicicletta e la montagna. Faceva ancora tanti progetti. Quando ha iniziato a non stare bene pensavamo fosse solo un mal di gola. Poi è subentrata la febbre e il ricovero, iniziato il quale ci hanno detto che il quadro clinico era grave. Inutile dire l’angoscia e la sofferenza, anche perché a nostra volta siamo risultati tutti positivi e non abbiamo potuto stargli vicino anche a casa. La sensazione di essere inutili e impotenti è stata forte».

Una situazione aggravata dalla positività al virus che ha colpito, poi, tutta la famiglia rendendo impossibile qualsiasi contatto anche prima del ricovero di Giorgio. «Abbiamo camminato insieme per 52 anni – spiega Giuliana-. Coi nostri limiti, le nostre fragilità. Abbiamo anche imparato a pregare insieme e io credo di leggere, nel disegno di Dio, una grazia: in questo anno abbiamo pregato in maniera davvero intensa. Quasi che dovessimo prepararci. Certo che in questi momenti non è facile attingere a quella fede che credi di avere, e che forse non è così forte come pensavi. L’aiuto necessario è arrivato dalle parole di santa Faustina Kowalska: “Ma perché ti agiti? Abbandonati al Signore e dì con calma “Signore, confido in te”».

Un cammino quello dei coniugi Monti-Bonora che li ha portati ad occuparsi attivamente anche del Servizio di accoglienza alla vita del loro Vicariato, quello di Galliera. «Abbiamo toccato con mano come la vita sia davvero l’unico valore – afferma -. Giorgio ci credeva molto, promuovendo continuamente la vita sin dal suo concepimento. Il nostro Servizio di accoglienza si è costituito nel 1986 ed abbiamo sempre lavorato insieme, anche perché ci completavamo a vicenda: io avevo l’idea e lui la metteva in pratica. Adesso si tratta di scoprire nella fede il modo di continuare a stare vicini».

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